Riepilogo Contenuti
Chi non conosce Il dottor Stranamore? La celebre commedia nera di Stanley Kubrick sulla Guerra fredda ci ha indubbiamente regalato alcune delle immagini più iconiche del cinema: l’eccentrico scienziato tedesco dal braccio “nostalgico” interpretato da Peter Sellers e l’indimenticabile pilota che cavalca la bomba atomica da bravo cowboy texano!
Tuttavia, rimirando la celebre locandina del film – che l’autore di questo pezzo ammette di mantenere ancora appesa alla parete della sua vecchia camera d’adolescente – l’occhio di oggi non può che cadere su un ulteriore particolare. Il film ha un sottotitolo, che recita “Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba”.

Una frase grottesca, stampata sulla locandina parola per parola, che ci sembra descrivere perfettamente anche i tempi attuali. Merito di un pezzo da novanta della cinematografia come Stanley Kubrick che ha saputo leggere, tra le righe del suo tempo, ciò che sarebbe avvenuto e il cuore dell’essere umano. Il potere del cinema in questo caso è amplificato da una locandina d’autore ormai diventata una delle immagini satiriche più celebri della Guerra fredda.
Come potete vedere, abbiamo più che abbastanza per iniziare il nostro racconto… mentre “impariamo a non preoccuparci e ad amare la bomba” scopriamo la storia della locandina de Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick!
Il dottor Stranamore, pietra miliare della commedia grottesca
Il dottor Stranamore è il settimo film di Stanley Kubrick. Esce nel 1964 – in piena Guerra fredda e a soli due anni dalla crisi dei missili di Cuba, uno dei momenti in cui il mondo è stato più vicino a un conflitto nucleare – seguendo il successo dell’unica altra commedia del cineasta statunitense, Lolita.
E di commedia, pur se assai amara e cupa, si tratta! La trama de Il dottor Stranamore segue infatti le vicende di un attacco nucleare degli Stati Uniti all’Unione Sovietica scatenato dalla pazzia di un generale americano – il complottista ante-litteram Jack D. Ripper – e da una concatenazione di eventi tanto assurdi quanto verosimili in un mondo dominato dalle regole della guerra.

È tutto talmente reale… da far ridere: Il dottor Stranamore è infatti considerato una delle migliori commedie mai proiettate sul grande schermo. Una commedia satirica ai limiti della farsa che ha avuto il coraggio di ironizzare su qualcosa che al tempo (e non solo) terrorizzava la società: la possibilità di una guerra nucleare tra superpotenze.
Ecco che per firmare la locandina di questa pellicola, Kubrick chiama uno specialista di satira politica e sociale: Tomi Ungerer. Il risultato sarà destinato a divenire leggenda.
La locandina de Il dottor Stranamore, firmata da Tomi Ungerer

La locandina ufficiale de Il dottor Stranamore fa il paio con l’intento satirico del film. Qui vediamo i due presidenti degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica di spalle mentre sono in contatto telefonico per tentare di scongiurare il disastro nucleare in atto.
Si intravedono anche le braccia di una donna che cingono uno dei due presidenti. Non è un caso: il sesso e la mentalità maschilista accompagnano la narrazione del potere durante tutto il film, fino all’incredibile finale in cui – in un mondo ormai destinato all’apocalisse nucleare – i leader dei due paesi in guerra, consapevoli di salvarsi, immaginano un futuro poligamo così da ripopolare la Terra.
Sullo sfondo volano invece degli aeroplani da guerra. È proprio su uno di questi aerei, quello comandato dal texano maggiore Kong, che si svolgeranno alcune delle scene più divertenti, e insieme angoscianti, del film!
Ora non ci resta che parlare dell’autore di questa locandina. A firmare la locandina de Il dottor Stranamore è infatti Tomi Ungerer, maestro francese dell’illustrazione, della grafica e della letteratura per bambini!
Tomi Ungerer: l’illustratore alsaziano nato sotto il nazismo e allergico alla violenza
Di come sia andata la collaborazione tra il meticoloso Stanley Kubrick e il poliedrico Tomi Ungerer, troviamo accenno in un’intervista a quest’ultimo. Ungerer racconta di come abbia curato sia il poster che tutto il materiale promozionale per Il dottor Stranamore: “[Kubrick] era un uomo per bene, oltre che modesto. Aveva sempre un taccuino con sé e annotava tutto quello che dicevi, proprio come faccio io. Era molto meticoloso”.

La scelta operata dal regista su chi incaricare della locandina del suo film è particolarmente azzeccata, come praticamente sempre nel suo caso. Tomi Ungerer si era trasferito a New York, città natale di Stanley Kubrick, nel 1956. Qui, negli anni Sessanta, ha potuto godere del boom dei magazine illustrati, particolarmente fiorente nella capitale culturale degli Stati Uniti. Ma l’idea di Kubrick di coinvolgere l’illustratore francese non deve essere stata una mera casualità geografica.
Sappiamo che per il regista statunitense le tematiche della violenza, della violenza istituzionalizzata e del potere erano tra le più interessanti (e al centro di altri suoi film come Arancia Meccanica e Full Metal Jacket). Anche Tomi Ungerer era assai sensibile a questa tematica, anche a causa della sua biografia.

Nato in Alsazia nel 1931 [a Strasburgo si può infatti visitare il suo museo, come abbiamo raccontato qui], all’età di 8 anni, il piccolo Tomi visse sulla sua pelle l’occupazione nazista del territorio, la propaganda di Hitler e la spirale di violenza che portò alla guerra.
Tutte cose che lo segnarono profondamente per il resto della sua vita e che si ritrovano in alcuni toni scuri dei suoi disegni – sia che si tratti di illustrazione per bambini sia di satira politica. Tomi Ungerer è infatti quasi unico nella sua poliedricità: non è solo uno dei maestri dell’illustrazione, si occupò anche di vignette, disegnò potenti poster contro la guerra in Vietnam e realizzò libri vietati ai minori.
Le altre locandine de Il dottor Stranamore
Al di là dell’iconica locandina de Il dottor Stranamore disegnata da Tomi Ungerer, ci sono interessanti poster alternativi che ci danno l’occasione di raccontare qualcosa di più di questa incredibile pellicola.
Uno di questi è la locandina italiana in cui, oltre all’illustrazione di Ungerer, sono stati inseriti tre dei protagonisti de Il dottor Stranamore… tutti interpretati da un unico attore! L’attore britannico Peter Sellers – famoso tra le altre cose per aver interpretato l’ispettore Clouseau ne La pantera Rosa – nella pellicola di Kubrick mette alla prova le sue abilità camaleontiche vestendo i panni di tre personaggi assai diversi tra loro: il Colonnello dell’aviazione britannica Lionel Mandrake, il Presidente degli Stati Uniti Merkin Muffley e l’immancabile, iconico, dottor Stranamore.

Un’altra locandina interessante è quella che pone al centro la ormai leggendaria War Room, la centrale operativa dove si svolge una buona parte del film: e dove Peter Sellers ha improvvisato parte della sua performance!
La War Room è talmente entrata nel nostro immaginario collettivo che, si narra, il presidente Ronald Reagan quando fu eletto negli anni Ottanta chiese allo staff della Casa Bianca di mostrargli la famosa centrale operativa… per poi scoprire che era invece un’invenzione del film!

La costruzione di questa stanza per lo scenografo del film, Ken Adam, non fu affatto banale: dopo che la sua prima idea fu scartata, Adam si ispirò ai film espressionisti per concepire la centrale operativa: sotto un enorme lampadario ovale fu posto un tavolo che Kubrick volle verde. Doveva infatti assomigliare a un tavolo da poker su cui i potenti della Terra giocavano d’azzardo con il destino dell’umanità!

Infine, vi mostriamo queste tre locandine che arrivano dall’Argentina, dalla Francia e dalla Germania così da apprezzare la varietà di traduzioni che ha interessato il nome del celebre Dr. Strangelove.
Il grottesco personaggio interpretato da Peter Sellers – un eccentrico scienziato nazista ora al soldo degli Stati Uniti – viene tradotto come Dr. Insolito in spagnolo, come Dr. Folamour in francese e come Dr. Seltsam in tedesco!

Voi che ne pensate della locandina cult de Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick? Conoscevate la storia del suo illustratore? Avete mai immaginato una locandina alternativa per la pellicola che fa ridere – amaramente – della guerra? Diteci la vostra!
