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Ci sono storie così antiche che sembrano far parte dell’umanità da sempre, ben prima che le tecnologie inventate dall’uomo aiutassero a diffonderle in tutto il mondo, secolo dopo secolo.
Una di queste storie quasi ancestrali è sicuramente quella narrata nell’Odissea di Omero. Il grande poema epico greco è con noi da più di due millenni: in un primo tempo raccontato oralmente dai cantori e compositori che peregrinavano lungo il mondo antico, venne poi trascritto e, in epoca moderna, stampato in forma di libro. Ancora oggi l’Odissea è uno dei libri più diffusi dall’industria editoriale. E poi, arrivando al ventesimo secolo, c’è ovviamente anche il formato filmico.
Proprio in questi giorni esce infatti l’attesissima trasposizione cinematografica dell’Odissea di Christopher Nolan. Non potevamo farci sfuggire l’occasione per raccontare di episodi, personaggi e simboli dell’Odissea: elementi che fanno parte del nostro immaginario da tempo immemore.
Narriamo delle avventure di Ulisse, dunque, e come sempre seguiamo un filo rosso legato al mondo della carta stampata.
Ecco, dunque, le copertine dell’Odissea di Omero più curiose e interessanti: vesti grafiche di tutti i tipi che hanno accompagnato una delle più importanti opere occidentali in giro per il mondo.
Le copertine dell’Odissea e il suo eroe: Ulisse
Ulisse è il personaggio multiforme per eccellenza. Ha tante avventure da raccontare, tanti volti da mostrare, tante strade da percorrere, ritorna in mille reincarnazioni letterarie e cinematografiche.
E multiformi non potevano che essere anche le copertine dell’Odissea!
Dove iniziare la nostra carrellata di immagini grafiche se non in Grecia? Ecco quattro copertine che arrivano proprio dal paese che è stato la culla del poema. Come vedremo, queste copertine riassumono molti dei modi in cui è statoa“vestita” questa storia dall’industria editoriale: vi scorgiamo Ulisse solitario o protagonista di episodi chiave dell’opera. E, ovviamente, in compagnia della sua imbarcazione!

Da sinistra. Edizione Στρατίκης, edizione Χάρτινη Πόλη edizione Michail I. Saliveros, edizione ΓΡΗΓΟΡΗ. Immagini: mybook.gr; book-stop.gr; e-library.iep.edu.gr; alfeiosbooks.com
Sebbene gli elementi marini la facciano da padrone tra le vesti grafiche dell’Odissea, vi vogliamo mostrare una copertina fuori dal coro. Qui l’eroe Ulisse è identificato dal suo arco.

L’arco di Ulisse è infatti protagonista di un importante episodio dell’ultima parte del poema: approdato a Itaca dopo mille peregrinazioni, Odisseo trova i Proci intenti a battersi in una particolare gara il cui premio è la mano di Penelope. Utilizzando l’arco di Ulisse dovranno scoccare una freccia e farla passare attraverso dodici anelli perfettamente allineati. Nessuno riesce nemmeno a tendere l’arco: solo Ulisse avrà successo, mentre partecipa alla gara travestito da mendicante.
Un’altra stupenda edizione dell’Odissea è quella curata da The Folio Society con le illustrazioni di Grahame Baker Smith. Sulla copertina, impreziosita da rilievi dorati raffiguranti le onde, si vede Odisseo insieme a una donna.

Quella donna in tutta probabilità non è Penelope, la moglie di Ulisse e la meta finale del viaggio di ritorno dell’eroe, ma Circe: guardate infatti la mano ammaliatrice! La maga sedurrà l’equipaggio di Ulisse, trasformando i marinai in maiali, e si innamorò dell’eroe che trattenne sulla sua isola per ben un anno.
La copertina dell’Odissea con un autore d’eccezione: Omero
Prima di passare al racconto degli episodi più iconici del viaggio di Ulisse, al centro di molte delle copertine dell’Odissea, vogliamo fare un cenno a una caratteristica cover dedicata all’autore del poema: Omero.
Quanti autori possono vantare di presentarsi semplicemente con un solo nome? C’è da dire che Omero è un autore talmente “mitico” da confondersi con la leggenda. Da secoli, infatti, si dibatte se il poeta e cantore greco sia realmente esistito o se sotto la sua leggendaria figura sia stata raccolta un’opera orale creata collettivamente.

Ecco perché ci piace che, come per i migliori autori di best-seller, questa copertina tedesca dell’Odissea degli anni Sessanta mostri l’iconico autore di questa opera. L’immagine è quella di una statua greca risalente al II secolo avanti Cristo in cui lo scultore immagina il ritratto di Omero: anche per gli stessi greci, infatti, la figura del poeta ha contorni che sfumano nella fantasia.
Le copertine dell’Odissea e le avventure di Ulisse
Ed eccoci finalmente al clou dell’Odissea: le innumerevoli avventure che racconta! Se questa opera è ancora assai amata dai lettori contemporanei è in parte dovuto al suo carattere picaresco.
Tra le scene più iconiche e fortunate c’è l’episodio delle sirene, rappresentato in moltissime copertine. Ecco, ad esempio, una rarissima copertina dal sapore vintage di un’edizione dell’Odissea del 1945.

Le sirene, creature ammaliatrici per eccellenza, erano solite attirare i marinai con un irresistibile canto per causarne poi la morte. Ulisse allora obbligò i compagni di viaggio a tapparsi le orecchie con la cera, mentre lui si fece legare all’albero della nave: l’eroe simbolo della conoscenza voleva infatti ascoltare il canto di questi esseri fantastici e – con il suo stratagemma – evitare di essere attirato a loro.
La famosa scena è ripresa in altre due copertine dell’Odissea, dalla Serbia e dal Brasile…

… e in vesti grafiche di edizioni provenienti dalla Russia e dall’Oman.

Ecco invece una copertina spagnola dell’Odissea che racconta l’episodio delle sirene in stile fumettistico.

Le copertine con il terribile Polifemo
Tra gli altri episodi indimenticabili dell’Odissea ce n’è uno con un protagonista particolare: Polifemo. Questo gigante da un occhio solo lo abbiamo imparato a conoscere fin da piccoli, impauriti ma allo stesso tempo incuriositi dalla sua terribile figura.
Cosa che ci accomuna a Ulisse: l’eroe, infatti, si spinge nella tana del mostro per mera curiosità… e riesce a uscirne vivo grazie alla sua furbizia.
Due copertine dell’Odissea raccontano questo episodio in modo molto diverso. A sinistra una copertina russa utilizza un dipinto classico: si tratta di “Ulisse e Polifemo”, un dipinto ad olio del 1896 dell’artista svizzero Arnold Böcklin.

A destra una copertina francese mostra in stile fumetto il modo in cui Ulisse salva se stesso e il suo equipaggio (quasi al completo): aggrappandosi al ventre delle pecore di Polifemo, dopo aver accecato il gigante. La copertina è del fumettista francese Bruno Heitz.
Ci piace molto invece un’altra copertina francese dell’Odissea, in cui Polifemo appare in un’altra veste: quella di un mostro essenzialmente solitario. Polifemo è isolato anche dai suoi simili e vive nutrendosi del latte delle sue pecore, non essendo particolarmente gentile con chi decide di fargli visita. Nel mito greco il mostro ha la grande colpa di violare le norme della convivenza, ma agli occhi di noi contemporanei assume una certa umanità e fragilità. Cosa ben rappresentata in questa copertina.

Le copertine dell’Odissea, con protagonista il mare
Ma c’è un altro protagonista nell’Odissea, al di là di Ulisse: l’immensa distesa di acqua salata che lo porta a vagare per il mondo conosciuto di allora. Sua maestà il mare!
Si pensa che il poema di Omero fosse anche un modo per memorizzare e tramandare – ricordiamo che il poema era orale – informazioni geografiche utili ai marinai. L’Odissea sarebbe una sorta di mappa nautica in formato di bellissimo poema.
Ecco allora una carrellata di copertine che riportano al centro dell’Odissea ciò che di solito rimane sullo sfondo: onde, pesci, marosi!
A sinistra, la preziosa collezione Penguin Clothbound Classics series con la copertina in tela disegnata dalla designer Coralie Bickford-Smith. A destra un’edizione polacca con una copertina in rilievo.

Nella seguente copertina francese dell’Odissea il mare è burrascoso e le alte onde ci ricordano qualcos’altro: l’intrecciarsi dei fili del destino retti dagli Dei e che guideranno Ulisse fino a tornare faticosamente a Itaca, avventura dopo avventura.

A proposito di Itaca, ci piace molto questa copertina italiana. L’unica che abbiamo trovato raffigurare quello che Ulisse brama durante tutto il suo viaggio: il ritorno a Itaca, casa. Qui l’isola di Itaca è raffigurata nel suo profilo frastagliato, come appare vista dal satellite più che dal pelo dell’acqua.

Infine, una moderna copertina inglese ci mostra l’immensità del mare a confronto con la piccolezza dell’imbarcazione di Ulisse.

The Odyssey (University Chicago Press, 2025). Immagine: press.uchicago.edu
Le copertine dell’Odissea, con la leggendaria nave di Ulisse
E arriviamo così a un altro elemento chiave del poema di Omero: la nave su cui viaggia Ulisse.
Forse per chi ascoltava il racconto nei tempi antichi, la nave non doveva essere così importante: nel poema omerico non ha nemmeno un nome. Eppure, nelle successive incarnazioni dell’Odissea – nei libri e poi nei film – l’imbarcazione diventa sempre più centrale. Ed è così che molte copertine dell’Odissea, piuttosto che raffigurare Ulisse, raffigurano la sua nave in viaggio.
Ecco due immagini: a sinistra un’edizione olandese, a destra una brasiliana.

In una copertina spagnola, la nave di Ulisse è ripetuta all’infinito così da formare un moderno pattern.

Che per i moderni la nave di Ulisse sia molto più che una semplice imbarcazione lo dimostrano queste due copertine. Il mezzo di trasporto si trasforma in qualcos’altro: un pesce e, addirittura, uno shuttle! Le copertine arrivano rispettivamente dall’India e dalla Francia.

Ecco invece una copertina dell’Odissea che arriva dalla Corea del Sud: la nave ha il caratteristico occhio che adornava molte imbarcazioni greche per proteggerle dai pericoli del mare.

Chiudiamo infine questa lunga carrellata dedicata alle copertine dell’Odissea da tutto il mondo con altre due cover che giungono da assai lontano. Ecco la veste grafica del poema di Omero in due edizioni cinesi. Che dire… grazie ai libri la storia di Ulisse ha viaggiato sicuramente più del suo protagonista!

Che ne pensate di questa rassegna delle copertine più interessanti dell’Odissea di Omero? Ve n’è piaciuta qualcuna in particolare o manca la vostra preferita? E quali di queste immagini saranno presenti anche nell’ultimo film dell’Odissea secondo voi?
