Visual Merchandising: significato, i materiali utili e consigli pratici per allestire un punto vendita

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Le emozioni giocano un ruolo cruciale nelle decisioni di acquisto, lo confermano anche diversi studi scientifici: ciò significa che nel mondo della vendita al dettaglio di qualsiasi categoria merceologica, dal negozio di abbigliamento al supermercato, da quello di scarpe a chi offre anche servizi come un parrucchiere, il modo in cui si presentano la vetrina, i prodotti e il punto vendita influenzerà le azioni dei potenziali clienti.

Come riuscire a catturare, ammaliare e infine spingere all’acquisto? La risposta è il Visual Merchandising. Letteralmente si può tradurre come “visualizzazione della merce”, ma il suo significato profondo riguarda una serie di operazioni più complesse della semplice esposizione dei prodotti.

In questo articolo vedremo nel dettaglio cos’è il Visual Merchandising e il suo significato, i principi di base, i prodotti utili per la sua organizzazione e consigli per avere un buon effetto grazie al fai-da-te.

Un esempio semplice, ma creativo, di Visual Merchandising nella vetrina: la casa di moda francese Isabel Marant ha “coperto” la parte alta dei vestiti con immagini di coppie felici che si abbracciano e si baciano. In questo caso si mira a vendere anche la stessa sensazione di essere amati. Credit: Pinterest.

Visual Merchandising: significato e benefici

Il Visual Merchandising è una pratica applicata al retail che consente di progettare e disporre in maniera strategica gli elementi nello store, per generare un ambiente che attrae dal punto di vista emotivo e sensoriale.

Il punto vendita viene quindi allestito per creare un’atmosfera in linea con l’identità e i valori del brand e soprattutto per attirare l’attenzione dell’acquirente. Contribuisce notevolmente alla prima impressione che i clienti si fanno guardando innanzitutto la vetrina, poi esplorando l’interno del negozio.

Questo è il cosiddetto “punto focale”, una zona del negozio in cui si può concentrare l’attenzione del cliente. CREDIT: David Anthony Creative

Quando si progetta una buona strategia di Visual Merchandising bisogna tenere in considerazione alcuni elementi chiave:

  • Tutti i prodotti devono essere in ordine e ben presentati
  • Bisogna mostrare una vasta gamma di articoli
  • Allo stesso tempo non riempire per forza tutti gli spazi per non creare un’ambiente troppo opprimente
  • Creare un’atmosfera emozionante per il cliente che lo spingerà a tornare

Per applicare tutto questo si possono sfruttare i 5 sensi dellessere umano:

  • Vista: è il primo senso che si attiva nel consumatore. Bisogna seguire la semplice regola ciò che non si vede, non si compra. La merce può essere quindi esposta in maniera creativa, seguendo schemi di colori in accordo tra loro o raccontando una storia, ad esempio in base alla stagione dell’
  • Udito: all’interno dei negozi spesso viene scelta una musica o suoni particolari che stimolano all’acquisto, ma devono essere sempre in linea con la filosofia del brand.
  • Olfatto: l’utilizzo di fragranze particolari possono stimolare i ricordi dei consumatori, che sono quindi spinti inconsciamente all’
  • Tatto: tutta la merce deve essere toccata e provata dal consumatore, che può quindi rendersi conto delle caratteristiche di ciò che sta acquistando.
  • Gusto: molti esercizi commerciali propongono degli assaggi, per avvicinare il prodotto all’acquirente.
Si può ispirare la clientela anche con un semplice manichino e un’ombra. Berluti, un rivenditore d’abbigliamento maschile, mostra infatti un vestito con un’ombra di Batman, che trasmette ai clienti le potenzialità di indossare quell’abito. Credits: Pinterest.

Il grande valore che può apportare una corretta strategia di Visual Merchandising è la possibilità di coinvolgere e ispirare i propri clienti, di conseguenza spingere all’acquisto di determinati prodotti.

Visual Merchandising: i principi base

 Il Visual Merchandising serve a vendere di più: l’obiettivo è molto chiaro, ma l’esecuzione presuppone la conoscenza di alcune regole base che se rispettate riusciranno ad aumentare lo scontrino medio.

Eccone 5:

1.Partire dal target: quando bisogna allestire un punto vendita ci sono delle domande fondamentali da porsi. Chi è il proprio cliente ideale? Qual è la sua età media e il suo stile di vita? Ma soprattutto: che storia si vuole raccontare? Individuate le risposte, si può decidere se dare un carattere contemporaneo, classico, più adatto alle persone individualiste o vintage al proprio punto vendita.

Credits: Pinterest

2.Limportanza dei colori: è fondamentale avere una buona coordinazione dei colori. All’interno del punto vendita o per la vetrina si possono tenere in considerazione colori contrastanti come il bianco o il nero, oppure creare alcune zone del negozio con colori monocromatici (ad esempio il giallo, che è il primo colore percepito dalla retina). Bisogna ricordare che il cliente direziona il suo andamento in base a ciò che vede. Quindi con i colori si possono creare dei veri e propri “percorsi” per guidare inconsciamente le persone all’interno del negozio. Oggi in ogni caso è fondamentale che il punto vendita sia instagrammabile, cioè un luogo con un’atmosfera che ispiri i potenziali clienti a fotografarlo/fotografarsi all’interno, per essere poi condiviso sui social.

Il cosidetto “GenZ Yellow”, molto di moda tra i giovanissimi, che ha ispirato sia gli interni che la parte esterna di diversi store. Di sicuro è un colore “instagrammabile” e che si fa notare.

3.Creare un forte punto focale: l’obiettivo è tentare il più possibile di non confondere il cliente appena entra in negozio. Dove si deve quindi concentrare la sua attenzione? Per questo bisogna creare un cosiddetto punto focale in ogni zona del punto vendita. Spesso viene collocato al centro di un negozio o sulle parti laterali. Oppure si può creare una composizione in base alla stagione, ma bisogna fare attenzione a concentrarsi sui prodotti e non sul contorno che viene mostrato.

Questo punto focale utilizza dei manichini con luci a LED per per evidenziare l’abbigliamento sportivo e le scarpe. Pinterest

4.Raccontare una storia: all’interno del punto vendita innanzitutto bisogna utilizzare sempre una segnaletica chiara e concisa. I clienti devono sapere con un semplice colpo d’occhio dove devono dirigersi per arrivare in una precisa zona di loro interesse. Oltre a questo, la segnaletica può essere usata per i prodotti stessi: ad esempio si può presentare un elenco in punti che spiega ai clienti perché hanno bisogno del prodotto o come la loro vita diventerà più facile con quell’acquisto. In questo modo si può raccontare velocemente una vera e propria storia, aiutando il cliente a comprendere meglio il prodotto. Oltre le parole, ci si può servire anche di immagini e grafiche specifiche per raccontare una storia.

Credits: Pinterest

5.Chi vede, compra: un punto vendita ben progettato espone il cliente a quanta più merce possibile, organizzata ovviamente con gusto ed evitando un’inutile sovrabbondanza alla vista. Molto utilizzano un layout circolare per il proprio negozio, perché in questo modo il cliente è esposto a più merce. In ogni caso è consigliato avere il maggior numero possibile di espositori in base allo spazio a disposizione, ovviamente sempre puliti e ordinati, magari posizionando la merce, organizzandola per colore o tipo.

Inoltre, c’è uno spazio che raramente viene utilizzato nei punti vendita: quello tra la merce e il soffitto. In questo caso si possono usare cartelli con una segnaletica più chiara possibile, oppure installazioni artistiche in linea con la merce in vendita.

Credits: Pinterest

Visual Merchandising: materiali utili e consigli per il fai-da-te

 Quando si realizzano le diverse tecniche di Visual Merchandising è utile servirsi di tutta una serie di materiali utili. Ecco qualche consiglio sui materiali da utilizzare per allestire al meglio il punto vendita.

L’esterno e la vetrina

Il primo impatto che ha il cliente con lo store è dall’esterno, quindi l’allestimento della vetrina è un elemento fondamentale per la propria strategia di Visual Merchandising. Tutto, dall’illuminazione al tipo di manichini (se ce ne sono) ai dispositivi digitali come display di varia grandezza, devono attirare il cliente in pochi secondi e spingerlo ad entrare in negozio.

L’esposizione dei prodotti nella vetrina si può ad esempio personalizzare con delle scritte in cartone o con degli adesivi in PVC semitrasparenti, che possono anche essere cambiati in base ai periodi dell’anno. Gli espositori da esterno invece possono rappresentare una marcia in più per attirare l’attenzione dei passanti: c’è l’imbarazzo della scelta in termini di personalizzazione. Infine, per sottolineare offerte speciali in determinati periodi, le vetrofanie e sagome in cartone sono ideali per organizzare un allestimento per saldi.

Entrata e pavimentazione

Posto che la maggior parte delle persone girano a destra una volta in negozio, è possibile comunque guidarle nel percorso migliore per esporli a più prodotti possibile. In questo caso nella propria strategia di Visual Merchandising aiutano sicuramente gli adesivi per pavimenti calpestabili, che possono essere sfruttati come segnaletica o per sottolineare promozioni speciali. Per essere al passo con i tempi esistono anche adesivi per pavimento per far rispettare le distanze ai clienti.

Credits: Pinterest

Segnaletica personalizzata

Il cliente non deve mai sentirsi confuso all’interno del negozio. In aiuto arrivano diversi prodotti, come ad esempio i Cartelli stampati in alta definizione, quelli in Forex per allestire un’insegna o le targhe per fornire tutte le informazioni utili a chi naviga all’interno dello spazio allestito.

Allestimento interni

L’organizzazione dello spazio interno del negozio influenza in maniera importante le decisioni di acquisto, oltre a definire l’atmosfera generale. L’obiettivo è quello di accompagnare i clienti in un viaggio alla scoperta dei propri prodotti. Si può ad esempio organizzare lo spazio interno a griglia, utilizzato soprattutto dai supermercati, che massimizza la quantità di prodotti da poter mostrare.

C’è poi l’organizzazione ideale per gli spazi commerciali stretti, con espositori che mostrano i prodotti a sinistra e a destra.

L’organizzazione a “loop” invece guida effettivamente i clienti in un percorso verso i vari ambienti, come si vede da IKEA, in un’esperienza che mira ad ispirare e spinge allimpulso dellacquisto. Infine, c’è la disposizione libera degli espositori e prodotti, che ispira il cliente a vagabondare per il negozio: questo può sicuramente essere il layout più creativo, perché può essere adattato e modificato nel corso dell’anno. Tra i prodotti interessanti è possibile scegliere gli espositori a scaffale, in grado di creare importanti punti focali all’interno del negozio, oppure esistono altri tipi di espositori di tanti formati differenti.

Ogni angolo del negozio può essere sfruttato per comunicare qualcosa: si possono quindi usare poster particolari di alta qualità, oppure adesivi di grande formato, ma anche carta da parati che riesce a coprire spazi più ampi.

Insomma, il Visual Merchandising è un mondo tutto da scoprire, che di sicuro non si esaurisce solo posizionando al meglio i prodotti all’interno del negozio. È necessario uno studio continuo dei propri spazi e dei trend del momento, un’alta dose di creatività e soprattutto tanta passione: questo può rendere un qualsiasi punto vendita davvero irresistibile.

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