Cos’è il sound branding e come utilizzarlo al meglio

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Cos’è il sound branding e come utilizzarlo al meglio

Il logo e gli altri elementi grafici sono ovviamente molto importanti per far conoscere e riconoscere un marchio. Ma il sound branding può rappresentare anche parte dell’identità del marchio stesso ed essere un ottimo modo per comunicare.

Immagine: 1. Onda sonora. Crediti: Vecteezy. Link: https://bit.ly/2PX8U1y

 Sound branding: parte del DNA di un marchio

Quando parliamo di sound branding, spesso pensiamo a poche piccole note musicali poste una dopo l’altra per rendere accattivante e accompagnare la comparsa di un logo. Sbagliato! Il sound branding è molto più di questo. Fa parte dell’identità di un marchio. È un elemento che aiuta a definirlo, a dargli il suo carattere, a renderlo simpatico o esperto nel suo campo, a creare un immaginario, ecc. Certo, è qualcosa di meno comune delle immagini e della grafica. Ovviamente, non tutti i marchi necessitano di un sound branding. Ma per quelli che scelgono di averne uno, questo è parte integrante del loro DNA. Semplicemente, non fa appello alla vista ma all’udito per comunicare la storia e la visione del brand.

Suoni in tutte le forme

Ma allora, in concreto, cos’è il sound branding? Ebbene, è un insieme di suoni che di solito dura dai 3 ai 5 secondi e che accompagna i messaggi vocali del brand. Si ritrova negli annunci TV, quando si aprono le app mobile, nei jingle di attesa sul telefono, nei video sui social media, alla radio e nei podcast e talvolta nei siti web. Può essere una melodia, un riff, un effetto o un sample.

Può anche essere composto da una o più voci. In questo caso, i marchi tendono a pronunciare o scandire il loro nome in musica, il che a volte può far sembrare il logo un po’ banale. Un esempio? “Carglass ripara, Carglass sostituisce”. Tutti concordano sul fatto che questo logo sonoro non sia proprio il massimo, e la sua ripetizione diventa quasi fastidiosa. Eppure, questa ossessionante melodia di cui non riusciamo a sbarazzarci è parte integrante del marchio e ci fa ben capire quale può essere il potere del suono nella nostra memoria: il giorno in cui avremo da cambiare un parabrezza o tergicristalli, è molto probabile che il nostro subconscio penserà subito a questo marchio piuttosto che a un altro.

Un ruolo importante da svolgere

Il ruolo dei loghi sonori non è quindi da sottovalutare perché diversi studi hanno dimostrato che la musica può influenzare il comportamento dei consumatori e avere un impatto reale sulle vendite effettuate dalle aziende. I loghi sonori generano un coinvolgimento molto profondo attraverso un altro canale di comunicazione. Il suono suscita emozioni e un dialogo che l’immagine non riesce a trasmettere.

Per realizzare un logo sonoro, puoi ovviamente farlo da solo creando i suoni. È inoltre possibile utilizzare banchi di suoni per combinare elementi diversi. Ma proprio come con le immagini, devi rispettare il copyright. Quindi, se stai usando un suono che non hai creato tu stesso, è imperativo assicurarti di essere legalmente autorizzato a farlo.

Prima dei suoni, c’è da riflettere

Ma soprattutto, la creazione di un sound branding efficace inizia con una fase di riflessione. Perché come per la creazione di un logo grafico, devi determinare il messaggio che vuoi comunicare. Questo messaggio e il modo in cui viene trasmesso devono corrispondere al marchio, alla sua cultura, ai suoi valori, ai suoi attributi e al suo target. E, naturalmente, questo messaggio deve essere facilmente identificabile e diverso da quello dei concorrenti. Il logo sonoro, inoltre, deve essere compatibile con tutte le piattaforme su cui verrà trasmesso, vale a dire che può essere ascoltato su cellulare, computer, televisione, radio, ecc. Devi pensare al logo sonoro come ad un elemento senza tempo o almeno come ad un componente del marchio per diversi anni. Perché se uno strumento o un genere musicale è di moda in un momento X, probabilmente non sarà sempre così.

Quando efficacia fa rima con semplicità

C’è soprattutto bisogno di semplicità perché 3 secondi sono davvero pochi. Un marchio quindi non può comunicare tutto quello che vorrebbe, sarà fondamentale sintetizzare e comporre qualcosa di unico e memorabile. Questo è il caso del logo sonoro del canale HBO, ad esempio. Abbastanza minimalista, presenta l’universo del marchio poiché all’inizio imita il rumore di una vecchia televisione che si accende prima di lasciare il posto a un coro di uomini (forse religiosi) che ci dicono di prepararci perché qualcosa di epico sta per essere trasmesso. In effetti, oggi ci è sufficiente ascoltare questa identità sonora per immaginarci poi i titoli di coda di Game of Thrones scorrere sullo schermo.

Infine, una volta terminato il logo sonoro, non esitare a pubblicizzarlo il più possibile su tutti i media e associarlo al logo grafico del marchio in modo che sia il più efficace possibile, perché un marchio non comunica solo con il senso della vista.

 

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