Fare un buon festival del cortometraggio

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Hanno iniziato nel 2002, in un paese alle porte di Piacenza, proiettando cortometraggi su uno schermo (forse troppo piccolo) al centro di un piazzale. Oggi Concorto è uno dei Festival di cortometraggi di riferimento in Italia e apprezzato in Europa: la 16esima edizione, che si è conclusa questo agosto, ha proposto al pubblico italiano 130 cortometraggi in 8 serate, location diffuse tra parchi e luoghi urbani riutilizzati, oltre 90 artisti e professionisti internazionali. A raccontarci come hanno fatto – e a dare delle ottime idee per chi vuole creare un festival di successo in Italia – ci ha pensato Francesco Barbieri, direttore generale di Concorto.

Francesco, quest’anno avete chiuso la 16esima edizione di Concorto Film Festival. Ci racconti come è iniziato tutto?

Il Festival nasce nel 2002 a Pontenure, un piccolo paese alle porte di Piacenza. In quegli stessi anni si stavano diffondendo sul territorio italiano altri Festival simili. Nei suoi primi anni di vita, Concorto aveva un formato molto semplice e “casalingo”: si svolgeva tutto in una serata, i cortometraggi venivano proiettati su un piccolo schermo in un piazzale del Paese.

Un’immagine molto diversa dal Festival di oggi.

Sì. In quest’ultima edizione abbiamo ricevuto circa 3500 cortometraggi da tutto il mondo, da cui ne abbiamo selezionati circa 130, proiettati in 8 serate. E siamo molto orgogliosi anche di aver portato a Piacenza 90 ospiti internazionali. Una bella soddisfazione! Ci sono poi i workshop e gli incontri per professionisti del settore…

Cosa avete fatto per far diventare Concorto il festival che è oggi?

Sebbene Concorto Film Festival si sia andato sviluppando nel tempo, la vera svolta è arrivata circa 5 anni fa quando nell’organizzazione sono entrate una serie di persone con competenze diverse. Grazie a questo gruppo, abbiamo potuto fare tesoro di esperienze che arrivavano da altri festival, in Italia e in Europa. Da quel momento in poi si è lavorato con un unico obiettivo: far diventare Concorto un punto di riferimento tra i festival dedicati al cortometraggio in Europa.

Raccontaci tre azioni che vi hanno aiutato a raggiungere questo obiettivo…

  • Abbiamo puntato ancora di più sulla selezione e sulla programmazione. Siamo andati in giro per festival in tutto il mondo a scovare opere che in Italia ancora non erano state proiettate. Utilizziamo anche piattaforme internazionali come Shortfilmdepot. Abbiamo fatto rete con festival importanti come il Festival Internazionale del Cortometraggio di Clermont-Ferrand, in Francia, che è il più importante evento del settore in Europa, e l’Internationales Kurzfilm Festival di Amburgo.
  • Abbiamo puntato di più sulle location, decidendo di andare a sfruttare quegli spazi della città che spesso sono poco utilizzati come palazzi e cortili. Ci siamo allargati verso Piacenza, senza dimenticare la location principale, Parco Raggio: una magnifica residenza estiva di fine Ottocento. Tutte le location sono allestite con scenografie create ad hoc realizzate da scenografi e designer che lavorano con noi da diversi anni.
  • La comunicazione. Sia la comunicazione esterna – il catalogo, le vele, le cartoline, le mappe, il sito – che quella interna – ad esempio i materiali che diamo agli ospiti – sono curate fino al minimo dettaglio, coordinate e arricchite dalle illustrazioni di Wipa che collabora con noi da alcune edizioni. Dal 2012 chiediamo poi a un artista diverso di disegnare l’immagine del Festival.


Un oggetto di comunicazione stampato con Pixartprinting che vi è stato particolarmente utile.

Quest’anno per pubblicizzare Concorto Film Festival in giro per l’Europa abbiamo ideato e stampato una serie di cartoline che sintetizzano 5 buoni motivi per venire a Piacenza. La prima volta le abbiamo presentate al Festival di Clermont-Ferrand dove, insieme a Lago Film Fest, abbiamo allestito uno stand per pubblicizzare i nostri due festival in Italia. Anche per lo stand abbiamo stampato diversi materiali con Pixartprinting, tra cui alcuni particolarmente originali come gli sgabelli e i banchetti: tutti rigorosamente in cartone!

 

 

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