#StoriedaLocandina: La locandina di Pulp Fiction

#StoriedaLocandina: La locandina di Pulp Fiction

Giovanni Blandino Pubblicato il 3/30/2026

#StoriedaLocandina: La locandina di Pulp Fiction

Personaggi indimenticabili, scene protagoniste dei meme, battute ormai parte del nostro immaginario, violenza, umorismo, tanto, tanto cinema di serie B: Pulp Fiction è il capolavoro di Quentin Tarantino, considerato, tra le altre cose, nel novero dei film di gangster più belli mai realizzati.

Uscita nel 1994, la pellicola ha un altro elemento assai iconico: la locandina. L’immagine di Uma Thurman sul letto – caschetto nero e gambe incrociate, sguardo in camera e sigaretta in mano – è tra le immagini più riprodotte al mondo: soprattutto in formato poster, da esibire in camerette, college, pub, locali e cinema di tutto il mondo.

Si tratta probabilmente di una delle locandine più riuscite del cinema. Eppure, non è un poster cinematografico dagli elementi più canonici. Sapete, invece, che la versione originale della locandina – oggi rarissima – è stata ritirata pochi giorni dopo l’uscita? E che la parola “pulp” deriva dal mondo della stampa editoriale?

Oggi vi raccontiamo tutti i dettagli della realizzazione della locandina di Pulp Fiction, le scelte creative che sono state fatte e i tanti aneddoti di questa iconica immagine del cinema!

Cosa rappresenta la locandina di Pulp Fiction?

La locandina di Pulp Fiction, dicevamo, è tutt’altro che canonica. Non utilizza ad esempio una scena contenuta nel film, né presenta i tanti personaggi leggendari che compongono l’affresco pulp di Quentin Tarantino. Si concentra invece su una sola figura secondaria: Mia Wallace, lamoglie del terribile boss Marsellus.

La locandina di Pulp Fiction. Immagine: amazon.it

Interpretata magnificamente da Uma Thurman – che proprio con questo ruolo avviò il meglio della sua carriera – Mia Wallace è raffigurata in una posa sicura di sé e sensuale. La femme fatale ha a portata di mano una pistola, un pacchetto di sigarette e un libro intitolato Pulp Fiction. Come vedremo, due di questi elementi crearono non pochi problemi alla locandina!

David Dinerstein, all’epoca capo marketing di Miramax che produsse il film, spiega che “il servizio fotografico fu progettato appositamente per trasmettere una sensazione simile a quella che si prova dopo aver visto il film”. Si evitò invece di prendere un semplice fotogramma della pellicola come anche di dover rappresentare tutti i personaggi. Per chi non lo sapesse, infatti, Pulp Fiction si basa su un collage di storie montate in maniera non lineare conun piccolo universo di personaggi incredibili.

Se proprio vogliamo cercare dei protagonisti in Pulp Fiction, questi dovrebbero essere Vincent Vega, interpretato da John Travolta, e Jules (Samuel L. Jackson). Attorno a questi due personaggi ruotano gran parte delle altre storie della pellicola. Immagine: reddit.com

Eppure lo scegliere uno di questi personaggi – e in particolare Mia Wallace – si è rivelata una mossa azzeccata! “Se si dà uguale risalto a tutti i membri del cast, il risultato non sarà certo un’immagine particolarmente accattivante!” racconta ancora Dinerstein.

Una piccola curiosità sulla produzione Miramax. Pulp Fiction fu il primo film interamente prodotto dai fratelli Weinstein che fecero la loro fortuna negli anni Novanta proprio grazie alle pellicole indipendenti. Miramax subentrò dopo che TriStar si ritirò definendo Pulp Fictiontroppo violento, lungo e … infilmabile!

L’ispirazione della locandina di Pulp Fiction: le copertine dei romanzi pulp!

Per scoprire come è stata realizzata l’emblematica locandina ci affidiamo al racconto in prima persona del suo creatore, James Verdesoto. Il designer di origine ecuadoriana nella sua carriera ha confezionato oltre 400 poster cinematografici, tra cui quelli de Il paziente inglese e Ocean’s Eleven.

Per lui il lavoro su ogni poster cinematografico è come intraprendere ogni volta un viaggio sperimentale… un insegnamento questo che ci sembra molto utile portarci dietro! Per la locandina di Pulp Fiction, in effetti, lui e il suo team si aggiudicarono il Key Art Award – una sorta di premio Oscar del marketing cinematografico – oltre che, ovviamente, la fama imperitura.

James Verdesoto racconta di come lavorarono alla locandina abbastanza in fretta: il film, infatti, era stato selezionato per essere presentato al Festival di Cannes (dove ricevette la Palma d’Oro).

Alcune copertine di libri pulp che sono servite da ispirazione per la locandina di Pulp Fiction. Immagine: youtube.com

L’ispirazione arrivò proprio dalla letteratura Pulp, omaggiata dal titolo del film.

Ma che cos’è il genere pulp? Il pulp era un genere seriale in voga a partire dagli anni Trenta del Novecento caratterizzato da gangster, bische, assassini, donne bellissime, violenza e sesso. Il rappresentante più famoso è Raymond Chandler e il suo affascinante detective Marlowe.

Una delle copertine del romanzo pulp per eccellenza, The Big Sleep di Raymond Chandler. Immagine: killercoversoftheweek.blogspot.com

Curiosamente, il nome del genere pulp ha a che fare con la stampa: deriva infatti dalla carta wood pulp, che ha una grana grossolana ed economica, simile a quella dei quotidiani e contrapposta invece alla patinatura delle riviste“glossy” in voga all’epoca. I magazine pulp (e successivamente i libri) erano fatti per essere tenuti in tasca e letti nei ritagli di tempo, in metropolitana o in fila di fronte a un chiosco.

Dopo questa breve parentesi sul pulp, torniamo alla locandina di Pulp Fiction. Per trarre ispirazione per l’immagine, James Verdesoto andò alla ricerca di moltissime copertine di libri pulp degli anni Quaranta e Cinquanta. Per accorgersi che gli elementi ricorrenti si potevano contare sulle dita di una mano: “una ragazza con la pistola, un letto, una porta d’ingresso, vicoli e un uomo con un cappello a tesa larga”.

Proprio dalla rivisitazione di questi cliché nasce la mitica locandina di Pulp Fiction: il risultato è un’immagine perfetta che ingloba tutta una serie di referenze a un’atmosfera… pulp!

Come è stata realizzata la locandina di Pulp Fiction, passo dopo passo

Il passo successivo fu quello di realizzare degli schizzi preparatori della copertina. A metà degli anni Novanta si iniziava a usare Photoshop, ma James Verdesoto racconta di come preferisse disegnare a mano, inserendo elementi fotocopiati e ritagliati con le forbici. Photoshop fu utilizzato solo per gli ultimi ritocchi.

Uno degli schizzi realizzati prima dello shooting della locandina di Pulp Fiction. Immagine:  theringer.com

Venne poi il momento del servizio fotografico, che fu affidato al fotografo di origine iraniana – e di base a Los Angeles – Firooz Zahedi. Lo shooting durò mezza giornata. Qui dobbiamo farvi scoprire un aneddoto che cambiò per sempre la locandina.

L’idea iniziale dei fratelli Weinstein, i produttori del film, era quella di mostrare Uma parzialmente nuda, con una camicia da uomo aperta. Ma Uma Thurman si rifiutò. Non era assolutamente quello il suo personaggio. Per fortuna sul set, pronti all’uso, erano presenti dei vestiti alternativi tra cui l’attrice scelse l’ormai celebre mise nera e le scarpe col tacco. Si fece anche prestare il ciondolo rosso dall’assistente al guardaroba!

Col senno di poi, l’attrice fece decisamente la cosa giusta. Gli scatti di quel servizio fotografico sono impressionanti. Una volta scelta la foto con la posa ritenuta migliore, Verdesoto fece gli ultimi ritocchi applicando una grafica “da copertina pulp” e inserendo dei graffi e degli strappi ai bordi dell’immagine. Così da simulare un libro stropicciato e tenuto in tasca.

Ecco il risultato finale, la locandina presentata a Cannes…

La prima locandina di Pulp Fiction, presentata al Festival di Cannes e successivamente ritirata. Immagine: posteritati.com

Se notate bene… questa non è la locandina che siamo abituati a vedere! Ebbene sì, c’è un ulteriore aneddoto che riguarda questa locandina…

La storia della locandina ritirata di Pulp Fiction

Se guardate bene le due locandine ufficiali di Pulp Fiction del 1994 ci sono tre dettagli diversi: il titolo del libro, la marca delle sigarette e la posizione della pistola.

A sinistra la prima locandina di Pulp Fiction. A destra quella più conosciuta. Immagini: posteritati.com; amazon.it

Nella locandina originale – che oggi vale migliaia di dollari – il titolo del libro è Harlot in the Heart di Norman Bligh e le sigarette sono delle Lucky Strike. Peccato che né l’autore del libro né la famosa marca erano stati avvertiti: fu così che la produzione dovette ritirare la locandina.

Nella nuova immagine, il libro fu sostituito da un romanzo fittizio intitolato Pulp Fiction, la marca delle sigarette fu oscurata e – non sappiamo bene perché – la pistola fu spostata! Per l’occasione fu anche modificato il font del titolo, scegliendone uno più pieno. [Se siete curiosi dei font utilizzati da Quentin Tarantino, qui abbiamo a loro dedicato un intero articolo].

Ma i casi legali che riguardano questa locandina non finirono qui. Nel 2021, il fotografo Firooz Zahedi citò in causa la Miramax per aver sfruttato la sua fotografia in migliaia di prodotti di consumo senza avergli assegnato il giusto corrispettivo in diritti. Ma il processo finì con un nulla di fatto: il giudice decretò che il fotografo si sarebbe dovuto lamentare prima.

Ci chiediamo: questo poster finirà ancora in tribunale?

Le locandine alternative di Pulp Fiction, fan-made

La pellicola di Quentin Tarantino è diventata parte integrante della cultura pop. Così, nonostante l’unicità della locandina, migliaia di fan si sono sbizzarriti nel creare versioni alternative del leggendario poster. Facciamone una curiosa carrellata!

Questa locandina ristabilisce l’ordine e omaggia i due protagonisti principali di Pulp Fiction: i gangster Vincent Vega e Jules Winnfield, interpretati rispettivamente da John Travolta e Samuel L. Jackson.

Immagine: amazon.com

Una locandina fan-made più corale rispetto a quella originale. Se James Verdesoto si era ispirato ai libri pulp, in questo caso ci si basa sulla copertina di una rivista pulp.

Immagine: alternativemovieposters.com

Questa locandina minimalista ha al centro un solo, importante protagonista. L’hamburger, ovvero “la colonna portante di ogni colazione vitaminica”, come si afferma in una citatissima scena del film.

Immagine: fineartamerica.com

La storia di un orologio tramandato attraverso metodi non convenzionali di padre in figlio (e che avrà ripercussioni sulla trama del film) è raffigurata da questa locandina fan-made. Qui si vede anche un personaggio secondario, il padre del pugile Butch interpretato da Christopher Walken.

Immagine: posterspy.com

Infine, non poteva mancare un poster alternativo dedicato all’indimenticabile scena del ballo tra Mia Wallace e Vincent Vega, in una serata che continuerà con risvolti sorprendenti.

Immagini: redbubble.com

E voi avete mai immaginato di realizzare una locandina alternativa di Pulp Fiction? E cosa ne pensate della storia di come è stata creata quella originale? Ne avete tratto qualche buon insegnamento per il vostro prossimo progetto?