Intelligenza artificiale ed editoria: tra sfide e opportunità

Intelligenza artificiale ed editoria: tra sfide e opportunità

Sarah Cantavalle Pubblicato il 1/14/2026

Intelligenza artificiale ed editoria: tra sfide e opportunità

L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando profondamente il settore dell’editoria, fornendo strumenti utili non solo alla creazione e revisione di contenuti testuali e grafici, ma anche all’analisi dei trend di mercato, lo scouting di nuovi talenti e le attività legate alla promozione di un libro.

Una rivoluzione che coinvolge ogni fase della filiera editoriale e offre a scrittori, illustratori, correttori di bozze ed editor l’opportunità di velocizzare il loro lavoro e prendere delle decisioni più accurate. D’altra parte, l’ingresso dell’AI nell’industria dei libri pone una serie di interrogativi importanti riguardo la tutela dei diritti d’autore, la creatività e la diversità culturale.

Dalla scrittura all’editing: l’AI come assistente creativo

Come abbiamo visto nell’articolo “I migliori strumenti di intelligenza artificiale per scrittori” i tool basati sull’AI possono aiutare autori, editor e correttori di bozze a migliorare il contenuto e lo stile di un libro. Le funzioni di controllo ortografico, grammaticale e semantico aiutano a individuare refusi, ripetizioni o incoerenze che spesso sfuggono all’occhio umano, facilitando il lavoro di scrittura e revisione di un testo.

Gli algoritmi possono semplificare anche il lavoro di graphic designer e illustratori, analizzando i titoli e copertine di opere già pubblicate per individuare gli elementi visivi (font, colori, immagini) più utilizzati nell’ambito di un determinato genere letterario e suggerendo soluzioni rispondenti alle tendenze del mercato e alle aspettative del pubblico. Sarà il designer a decidere se impiegarle nella fase di progettazione o se, viceversa, andare nella direzione opposta sviluppando layout grafici originali e controcorrente.

Inoltre, la maggior parte dei programmi grafici incorpora al suo interno una serie di strumenti basati sull’AI come generatori di immagini, funzioni di ritocco intelligente o suggerimenti di layout. Questi tool permettono di ottimizzare i flussi di lavoro, riducendo i tempi di produzione e consentendo di concentrarsi sugli aspetti più concettuali e creativi di un progetto.

Analisi del mercato e scouting di nuovi talenti

Un altro campo di applicazione dell’AI è l’analisi dei dati di mercato: raccogliendo ed elaborando informazioni provenienti da diverse fonti (classifiche di vendita, social media, recensioni su siti web e blog, ecc.) gli algoritmi permettono agli editori di:

  1. Identificare i generi e le tematiche preferite dai lettori;
  2. Prevedere le possibilità di successo commerciale di un libro e stimare quante copie potrebbero essere vendute;
  3. Individuare gli autori emergenti più promettenti e investire sulla pubblicazione di opere che hanno maggior potenziale.

L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche nel mondo del self-publishing: all’interno della piattaforma Inkitt, gli scrittori pubblicano gratuitamente la loro opera e gli utenti possono scaricarla gratuitamente e fornire consigli per migliorarla. A quel punto, un sistema basato sull’AI analizza i comportamenti dei lettori (interruzioni, tempo di lettura, commenti) per individuare quali manoscritti hanno maggiore possibilità di diventare bestseller. Se l’opera supera l’esame dell’algoritmo, all’autore viene proposta la pubblicazione in formato e-book e audiolibro sull’app affiliata Galatea.

Screenshot tratti dal sito: https://www.inkitt.com/
Screenshot tratti dal sito: https://www.inkitt.com/
Screenshot tratti dal sito: https://www.inkitt.com/

Nuove strategie di marketing editoriale

Grazie alla capacità di analizzare enormi volumi di dati, gli algoritmi permettono agli addetti ai lavori di ideare strategie promozionali più efficaci. Ad esempio, attraverso un semplice prompt è possibile identificare gli account social in cui si parla di un genere letterario o di uno specifico argomento, per raggiungere i book influencer e le community BookTok e Bookstagram potenzialmente interessati al libro in uscita.

Inoltre, l’AI aiuta a scrivere e ottimizzare testi pubblicitari, presentazioni, post social, copy per booktrailer e intere campagne pubblicitarie, velocizzando i tempi di creazione dei contenuti e aumentando i tassi di conversione. Gli algoritmi di machine learning possono anche analizzare la cronologia di acquisto e di lettura degli utenti per creare delle liste di libri da acquistare e delle newsletter personalizzate in base ai gusti del destinatario, migliorando l’engagement e le vendite.

Implicazioni etiche e rischi dell’uso dell’AI nell’editoria

L’ingresso dell’AI nell’industria editoriale offre senza dubbio molte opportunità, ma solleva anche diversi interrogativi etici e comporta dei rischi per le professioni creative. La ricerca pubblicata dalla Society of Authors, il sindacato inglese che riunisce illustratori, scrittori e traduttori letterari, rivela infatti che il 36% dei traduttori e il 26% degli illustratori intervistatiha perso una parte del proprio lavoro a causa della concorrenza dell’intelligenza artificiale.

Inoltre, l’ascesa di queste tecnologie mette in discussione l’idea stessa di prodotto creativo: se un testo o un’immagine vengono ideati o co-ideati da un software AI, chi è davvero l’autore? La questione è particolarmente complessa, anche perché queste piattaforme vengono addestrate su banche dati che raccolgono milioni di testi e immagini, spesso estratti senza il consenso esplicito degli autori.

Per tentare di arginare questo fenomeno, a partire da ottobre 2024 la casa editrice Penguin Random House ha inserito una clausola nei suoi libri in cui vieta l’utilizzo o la riproduzione del testo «allo scopo di allenare tecnologie o sistemi di intelligenza artificialeLa scelta della più grande casa editrice al mondo sottolinea come lo sfruttamento di opere protette da copyright da parte dell’AI richieda un intervento normativo urgente a livello internazionale.

C’è poi un altro tema che riguarda la selezione e la qualità dei manoscritti: se i modelli linguistici tendono a privilegiare i titoli più commerciali e a penalizzare le opere di nicchia e sperimentali, dove andrà a finire la diversità culturale? L’impiego di sistemi automatici di scrittura e revisione testuale può anche portare a un impoverimento del linguaggio, nonché al rischio di trasmettere inconsapevolmente dei bias culturali, in quanto gli algoritmi riflettono le preferenze di chi li addestra in termini di rappresentazione di genere, lingua o provenienza geografica.

Concludendo, l’AI consente a scrittori, redattori, editor e addetti marketing di automatizzare le mansioni ripetitive, migliorare i processi decisionali e ridurre i tempi e i costi di promozione di un libro, concentrandosi sugli aspetti che richiedono un contributo umano in termini di intelligenza, cultura sensibilità e creatività. Tuttavia, affinché l’ingresso delle nuove tecnologie abbia un impatto realmente positivo e sostenibile sul settore editoriale, gli algoritmi vanno considerati uno strumento a supporto di questi mestieri e non un sostituto economico della figura umana, e devono essere utilizzati in modo etico e trasparente, nel rispetto delle norme esistenti in materia di diritto d’autore.