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Ci siamo: l’attesa estate è finalmente alle porte! Per chi ama la lettura, questo periodo vacanziero assume un significato particolare. L’immagine è comune a molti: sullo sfondo, sfocate, sciabordano le onde del mare, alcuni fanno il bagno, i bambini giocano, un venticello ci rinfresca e, al centro della scena, ci sono le pagine di un buon libro aperto tra le nostre mani. Il nostro rifugio estivo!

Meglio ancora se si tratta di un romanzo giallo! È proprio così, la letteratura poliziesca – in tutte le sue sfaccettature, dai gialli deduttivi ai thriller psicologici – è una delle migliori compagnie d’estate.
Lo dicono i numeri. In un sondaggio condotto in Italia, più della metà degli intervistati conferma di leggere di più nei mesi estivi: dopo la narrativa contemporanea sono i gialli i libri preferiti nella pausa estiva. La maggiore propensione alla lettura estiva in spiaggia è confermata da un sondaggio somministrato a greci e croati. In Spagna invece i lettori si lamentano di non avere tempo a disposizione per leggere di più. Insomma, godersi un libro in riva al mare – meglio se un crime – sembra essere un’abitudine particolarmente diffusa nei paesi mediterranei!
Negli Stati Uniti, al contrario, si parla spesso di una contrazione di vendite durante i mesi estivi: la “colpa” sarebbe del maggiore tempo dedicato alle attività all’aperto. Insomma… ogni paese ha il suo modo di rilassarsi. Dalle nostre parti, sicuramente si preferisce un difficile caso da risolvere sotto l’ombrellone.
Giallo e solleone: un amore spinto dal marketing editoriale
Come spesso accade, le abitudini ci sembrano non avere un inizio, ma non è affatto così. Anche se il binomio romanzo giallo e spiaggia sembra essere parte del nostro immaginario da sempre, ha una data di inizio ben precisa.
Tutto sembra essere cominciato nella seconda metà del Novecento, quando prese piede l’idea della stagione estiva come assenza dal lavoro e relax, in particolare in area anglosassone. Un modo di concepire l’estate che arriva anche nei paesi mediterranei, insieme al benessere e al boom economico del dopoguerra. Fu in questi decenni che le case editrici iniziarono a concepire libri appositamente pensati per il relax dei vacanzieri. I gialli furono tra questi. In particolare in Italia, il genere era particolarmente riconoscibile dalle copertine color giallo (che diedero nome a tutto il settore).

La geniale idea venne a Arnoldo Mondadori e Lorenzo Montano che nel 1929 crearono l’iconica collana Il Giallo Mondadori: libri tascabili ed economici, stampati in migliaia di copie, che risultarono perfetti per le nuove mode vacanziere dei decenni successivi.
Il marketing editoriale poi rinfocolò l’amore tra estate e libri nei favolosi anni Novanta con l’invenzione di un nome: il “libro da ombrellone”.
La parola sembra essere stata usata per la prima volta nella sua accezione inglese “beach read” proprio in quel decennio da alcune riviste specializzate nel settore editoriale come Booklist e Publishers Weekly. Anno dopo anno il termine si è fatto spazio anche nei giornali generalisti fino a diventare parte integrante della nostra cultura: chi non inizia l’estate scegliendo un buon libro da portarsi in spiaggia?
Una casa editrice consiglia i propri gialli per l’estate!
Ma perché tra i libri da ombrellone più amati ci sono proprio i gialli? Su questo si possono fare solo ipotesi!
Teniamo sempre presente che in molti paesi i libri crime sono tra i più amati tutto l’anno. C’è poi chi cita la funzione catartica di un bel giallo, che sarebbe ideale in un periodo di sospensione come quello estivo. Effettivamente nei gialli più classici la caotica scena del crimine viene messa in ordine e razionalizzata dal detective, un po’ come noi d’estate – astraendoci dal tran tran quotidiano – possiamo fare ordine mentale nella nostra vita.
Al di là della psicologia, si citano anche motivi più… terra-terra: i thriller ci tengono incollati alle pagine aiutandoci a non pensare al lavoro e a goderci la meritata pausa, mentre la serialità di molte opere aiuta ad affezionarci ai personaggi e continuare a passare le estati in loro compagnia.
Parola all’esperta Claudia Consoli: la fortuna dei polizieschi da spiaggia
Come redazione del blog Pixartprinting abbiamo contattato un’esperta per farci raccontare qualcosa di più su questo trend estivo. Claudia Consoli, è Digital & ESG Manager, docente dei Master di Editoria dell’Università Cattolica di Milano e della Fondazione Mondadori e redattrice di CriticaLetteraria. Ecco le risposte alle nostre domande.

Secondo lei, perché i libri gialli sono tra i più letti in estate?
Il giallo è uno dei generi che meglio si adattano al periodo estivo perché unisce ritmo e immediatezza: si tratta di letture di coinvolgimento. Durante le vacanze i lettori tendono a ricercare storie capaci di creare continuità narrativa anche in tempi di lettura ridotti o frammentati come i momenti di pausa o di viaggio.
I gialli funzionano per la loro architettura basata su meccanismi di suspense e curiosità. Date queste caratteristiche, il mercato editoriale non può che seguire la tendenza: oggi il giallo si conferma trasversalmente uno dei segmenti più forti della narrativa commerciale, con una presenza costante nelle classifiche stagionali e anche nelle pubblicazioni tascabili estive. Si alternano e affiancano titoli noti e grandi novità, ma la presenza rimane costante.
Si tratta di un’abitudine italiana o comunque mediterranea o si riscontra anche in altri paesi?
Si tratta senz’altro di un fenomeno internazionale. In Italia il genere ha una radice storica precisa: la lunga tradizione inauguratasi con la collana de I Gialli Mondadori (1929) che ha contribuito a rendere il genere una lettura accessibile. Un caso editoriale talmente iconico da aver reso il termine “giallo” sinonimo stesso di un intero universo letterario, al suo interno pieno di sfumature.
Allargando lo sguardo, in tutta Europa il crime fiction è stabilmente tra i generi più letti e più esportati. Negli ultimi vent’anni il successo della narrativa nordica ha mostrato quanto il giallo sia diventato un linguaggio di intrattenimento globale che va oltre l’editoria e diventa intermediale. Anche nel mercato britannico il thriller continua a essere tra i segmenti più venduti, mentre in Germania e Francia il poliziesco mantiene una forte presenza nelle classifiche editoriali e nelle collane paperback estive.
Da quando questa abitudine è presente tra i lettori?
L’associazione tra estate e narrativa gialla si consolida con la diffusione dell’editoria popolare del Novecento, soprattutto nel secondo dopoguerra. Con l’aumento del tempo libero, le nuove abitudini turistiche e la più capillare distribuzione dei prodotti, il giallo diventa uno dei generi più popolari e riconoscibili per il pubblico. Le collane tascabili hanno avuto un ruolo fondamentale in tutto questo perché hanno contribuito a creare un’associazione mentale giallo-tempo libero. Uno degli aspetti più interessanti di questo genere è che, pur inscrivendosi nei confini di un suo canone “classico”, è capace di rinnovarsi continuamente perché attinge a piene mani dal reale, dialoga con la società e i suoi cambiamenti. Credo che sia questo il motivo per cui continua a mantenere questa centralità editoriale.
Gialli da ombrellone: i bestseller a cui l’estate ha portato fortuna (e vendite)
Solleticati dal gusto del giallo, dunque, molti lettori già a fine primavera scalpitano per avere un buon libro da portare in vacanza. E gli uffici marketing delle case editrici accorrono in aiuto.
Gli editori propongono raccolte di classici gialli dedicati all’estate e campagne ad hoc per spingere novità e ristampe. Magazine e quotidiani compilano invece gustose liste di libri da non perdere d’estate: accanto ai classici da spiaggia intramontabili – Agatha Christie, Georges Simenon e Arthur Conan Doyle – raccontano di novità e dei bestseller degli anni passati.

Se andiamo con la memoria al passato, sono molti i libri che hanno segnato le nostre estati….
Partiamo proprio dagli anni Novanta, quando a farla da padrone è il thriller per antonomasia: Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris. Hannibal Lecter non sembra essere stato ideato come miglior vicino d’ombrellone, eppure negli scorsi decenni ha spopolato su molte spiagge. Saltando di un decennio in avanti arriviamo a un altro classico: Il codice da Vinci di Dan Brown, uscito nel 2003 e uno dei thriller più popolari di sempre con oltre 80 milioni di copie vendute.
La fine del decennio del Duemila vede il sorgere di una nuova passione estiva “da brivido”: il noir scandinavo. A inaugurarla è Stieg Larsson con il suo bestseller Uomini che odiano le donne che esce in Svezia nel 2005 e arriva nel sud dell’Europa attorno al 2007 diffondendosi nelle spiagge più colte del Mediterraneo [per gli appassionati, qui abbiamo raccontato tutte le copertine della trilogia Millennium]

Negli anni dieci del Duemila tra i bestseller estivi possiamo citare La verità sul caso Harry Quebert – esordio dello scrittore svizzero Joël Dicker che dà nuova linfa al genere dei gialli deduttivi – e La ragazza del treno, thriller psicologico scritto da Paula Hawkins con 25 milioni di copie vendute nel mondo.
Una menzione speciale la meritano alcuni gialli italiani. In Italia si ha un connubio particolare: il giallo è uno dei generi più amati dai lettori e dagli scrittori, al tempo stesso la vacanza estiva è sacra e spesso trascorsa in relax sulle spiagge dello Stivale.
Tra i gialli più fortunati c’è la serie ideata e scritta da Andrea Camilleri che ha come protagonista il commissario Montalbano. La saga, iniziata nel 1994 con La forma dell’acqua, è ambientata nelle località marittime della Sicilia: luoghi che effettivamente dopo il successo della serie sono diventati meta turistica da parte di molti appassionati.

Gialli e ombrellone: voi che ne pensate di questo particolare connubio? Avete già comprato il vostro crime preferito nel quale immergervi questa estate? Manca qualche titolo secondo voi imprescindibile nella nostra carrellata? Diteci la vostra!
Ringraziamo la professoressa Claudia Consoli per la sua cortesia e disponibilità.
