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Siamo al termine degli anni Quaranta, la guerra in Europa era finita da qualche anno portando con sé un nuovo assetto mondiale, qualche speranza e nuove paure. È in questo contesto che uno scrittore inglese già affermato pubblicava un libro assai cupo: sarebbe diventato il suo romanzo più conosciuto e un classico in tutto il mondo.
Nel libro si narrava di un mondo in cui la libertà dell’individuo è annientata e la verità costantemente riscritta dal potere: un mondo in cui uno Stato totalitario riesce a controllare ogni aspetto della realtà grazie a una costante sorveglianza di massa, propaganda e riscrittura del passato. Lo avete capito: oggi parliamo di 1984 di George Orwell, il romanzo distopico per antonomasia.
Con oltre 30 milioni di copie vendute, il romanzo era già un best-seller negli anni Settanta, oltre che un libro fondamentale della letteratura proposto agli studenti di tutto il mondo. Ma 1984 è un caso di classico ancora più particolare: ciclicamente il romanzo appare nuovamente tra i best-seller più venduti.
Il personaggio politico di turno mostra i suoi lati più anti-democratici o nuove tecnologie ci fanno intravvedere la possibilità di un’estesa sorveglianza di massa? Ecco che le vendite di 1984 hanno un’impennata!

Oggi non è raro trovare sui social media frasi del romanzo accostate a foto e fatti della nostra attualità. Quando si dice… il potere di un libro!
Ma per parlare della fortuna di questo romanzo, vogliamo come sempre seguire il nostro filo rosso preferito: le copertine più interessanti, curiose e importanti che hanno accompagnato 1984 – nei suoi 75 anni e passa di storia!
La copertina della prima edizione di 1984 di George Orwell

Come di consueto, presentiamo la prima copertina in assoluto di 1984. È sempre interessante scoprire la veste grafica di un libro che si affaccia per la prima volta al mondo: quando ancora non si sa se verrà presto dimenticato o diverrà – come in questo caso – uno dei “classiconi” della letteratura.
1984 (il titolo originale in inglese è in lettere, Nineteen Eighty-Four) esce l’8 giugno 1949 per l’editore Secker & Warburg. Il nono libro dell’autore inglese il cui vero nome è Eric Arthur Blair sarà anche l’ultimo. Orwell morirà l’anno seguente di tubercolosi. La copertina, curata da Michael Kennard, è assai semplice: in tonalità di verde viene riportato il titolo del libro sia in lettere che come data.
Al centro della copertina della prima edizione statunitense c’è invece uno strappo. Forse per alludere al lavoro di Winston Smith, il protagonista del romanzo, incaricato di espungere da giornali e libri versioni di verità non coerenti con quelle del Partito.

La prima copertina statunitense cita anche Animal Farm, il romanzo precedente a 1984: successo commerciale che diede una certa fama a George Orwell. Per avere copertine più stimolanti si dovrà aspettare qualche anno. Questa è ad esempio la copertina dell’edizione tascabile statunitense del 1954 pubblicata da Signet con un’illustrazione dal sapore più fantascientifico.

Le tantissime copertine di 1984, con gli occhi del Grande Fratello
Tra le invenzioni più fortunate e lungimiranti contenute in 1984, c’è sicuramente il Grande Fratello. Prima di diventare il nome di un fortunato format televisivo degli anni Duemila, il Grande Fratello nasce infatti all’interno del romanzo di George Orwell. Si tratta del dittatore dell’immaginario stato di Oceania: la personificazione del potere totalitario e pervasivo.
L’inquietante occhio del Grande Fratello che tutto vede – un potente simbolo di propaganda, e allo stesso tempo di sorveglianza di massa – è dunque tra le immagini più utilizzate nelle copertine di 1984.
Prima di dedicarci a queste copertine, una piccola curiosità. L’occhio e il celebre slogan “Big Brother is watching you” sono stati scelti nel Regno Unito come simbolo della moneta commemorativa dedicata a George Orwell.
Ecco il terribile occhio del controllo, in stili molto diversi, protagonista delle copertine che hanno accompagnato il 75esimo anniversario dell’uscita del romanzo, nel 2024.

L’edizione italiana economica di Feltrinelli insieme a un’edizione argentina del 1954: entrambe hanno al centro un angosciante Grande Fratello che ci guarda.

Ogni epoca ha la sua tecnologia legata alla sorveglianza di massa. Se nei decenni precedenti, come testimoniano le due seguenti copertine, la paura principale era legata a schermi e onnipresenti telecamere, oggi temeremmo di più un’intelligenza artificiale omnipervasiva in grado di registrare e influenzare ogni nostra azione digitale.

Infine, in questa copertina firmata da Jason Johnson per l’editore Plume Harcourt Brace, una miriade di occhi dà forma al titolo del libro, suggerendo così che la sorveglianza sia resa possibile non solo dalle tecnologie, ma anche dalla complicità della società.

La copertina di 1984 in stile OBEY

Prima di passare a raccontare altri fortunati simboli che hanno trovato spazio sulle copertine di 1984, vi mostriamo un’ultima copertina con un occhio del Grande Fratello. Si tratta di una copertina d’autore, affidata nel 2008 dalla casa editrice Penguin allo street artist Shepard Fairey.
Fairey è il creatore di OBEY GIANT, un fenomeno estetico e culturale (e ora un brand) nato a partire da una campagna sticker negli anni Ottanta [lo abbiamo raccontato in questo vecchio articolo].
Non è affatto un caso che il creatore di OBEY GIANT sia stato chiamato per illustrare una copertina di 1984. Fairey, con la sua arte, ragiona infatti su concetti come la propaganda, la libertà e il consumismo, mentre la sua estetica si rifà all’arte sovietica: uno degli stati totalitari presi di mira dalla satira di Orwell.
Quale artista poteva meglio occuparsi di questo libro?
La copertina censurata dal Ministero della Verità

Altre invenzioni linguistiche di 1984 spesso ci sembrano assai (troppo!) vicine a diventare reali. Cose come la neolingua – un linguaggio inventato e controllato dal partito – e il bipensiero – un meccanismo che rende possibile ritenere veri due fatti diametralmente opposti – risuonano fin troppo bene con i fatti della nostra contemporaneità. E sicuramente oggi non ci stupirebbe più di tanto veder comparire in un qualche Stato anche il Ministero della Verità!
Il Ministero della Verità è il luogo in cui Winston Smith lavora censurando ed eliminando dai giornali i riferimenti alle persone fatte sparire dal Partito, con una costante opera di riscrittura propagandistica del passato.
Da qui arriva la geniale idea dell’art director della Penguin Jim Stoddart e del designer David Pearson di “censurare” anche la copertina del libro. La realizzazione non deve essere stata affatto semplice e i designer hanno dovuto lavorare a stretto contatto con gli stampatori per far sì che il titolo e l’autore del libro potessero essere letti da un occhio attento!

Copertine da tutto il mondo, di 1984 di George Orwell
Le vicende di 1984 hanno una precisa collocazione geografica: un’Inghilterra assoggettata allo Stato totalitario di Oceania, una delle tre superpotenze che si spartiscono il mondo in zone di influenza e in cui vive il protagonista Winston Smith. A George Orwell l’idea del romanzo venne proprio quando si iniziò a capire che le potenze vincitrici della guerra avrebbero iniziato a dividere il mondo.
In realtà il cupo futuro prospettato da George Orwell tocca corde così universali che riguardano tutti i cittadini di questo Pianeta. E non è un caso che il libro sia un classico apprezzato in tutto il mondo. Facciamo dunque un giro alla scoperta delle copertine internazionali di 1984 che ci sono piaciute di più!
Iniziamo con un’edizione indonesiana e una slovacca. Dobbiamo notare che entrambi i Paesi appartengono alla lunga lista di stati che in passato hanno vissuto una dittatura autoritaria.

Gli occhi del Grande Fratello ci guardano in ogni angolo del globo. Ecco l’inquietante simbolo del controllo di massa in un’edizione svedese e in una brasiliana.

E ancora… “Il Grande Fratello vi guarda” in versione francese… in un’edizione degli anni Ottanta.

Ecco invece una strana copertina russa di 1984. Al di là del particolare soggetto, l’immagine rende il tono cupo del libro. Non ci dobbiamo stupire se di recente la Russia è uno dei luoghi in cui il libro è tornato parecchio di moda (uno degli altri luoghi… sono gli Stati Uniti).

La città del futuro è protagonista di questa elegante copertina svedese disegnata da Olle Eksell.

A tema “sorveglianza tecnologica” sono le due copertine che arrivano dalla Danimarca (a sinistra) e dal Libano.

(Dar Al-Rafidain, 2021). Immagini: bokklubben.no; daralrafidain.com. Tutti i diritti sono riservati. Immagini usate per fini divulgativi.
Se notate bene, anche nella copertina tipografica di sinistra – che giunge dal Giappone – c’è un elemento che allude alla sorveglianza di massa. L’abbiamo accoppiata a un’altra elegante copertina tipografica, sempre dal Giappone.

Chiudiamo questa nostra carrellata sulle copertine più interessanti di 1984 con una copertina che arriva dalla Cina. Non ve lo sareste mai aspettato: anche questo è un Paese dove il classico di Orwell è assai conosciuto.

Voi che ne pensate di questo classico della distopia? C’è una copertina di 1984 di George Orwell a cui siete particolarmente affezionati? La nostra carrellata vi ha ispirato qualche buona idea per i vostri prossimi progetti grafici?
