La storia dei francobolli

La storia dei francobolli

Sarah Cantavalle Pubblicato il 2/18/2026

La storia dei francobolli

La storia dei francobolli: dal primo Penny Black alle collezioni filateliche moderne

Il francobollo è uno degli oggetti più piccoli e, al tempo stesso, più significativi della cultura moderna. Nato come carta-valore per la spedizione di lettere o pacchi, negli anni è diventato uno strumento di comunicazione visiva molto importante, utilizzato da artisti, illustratori e stampatori per sperimentare nuove tecniche ed esprimere la loro creatività. Al contempo, i vari Stati hanno sfruttato la sua diffusione capillare e la possibilità di arrivare a tutte le classi sociali per consolidare l’identità nazionale e diffondere temi culturali, politici e scientifici di rilievo.

Già a partire dal 1860, il francobollo diventerà anche un oggetto da collezionare, portando alla nascita della filatelia. Ripercorriamo quindi le tappe fondamentali della sua storia e le ragioni della sua rapida diffusione, per concludere con una selezione di esemplari emessi in momenti storici cruciali per comunicare determinati messaggi culturali e sociali.

La nascita del francobollo

Il primo francobollo del mondo entrò in vigore il 1° Maggio 1840 in Inghilterra. Il suo ideatore, Sir Rowland Hill, aveva introdotto una riforma che prevedeva la riscossione della tariffa postale all’atto della spedizione a spese del mittente – anziché del destinatario – allo scopo di semplificare il sistema di pagamento. Dopo l’approvazione da parte del Parlamento britannico, Hill si dedicò personalmente alla progettazione del francobollo, affidando a Henry Corbould la riproduzione del profilo della regina Vittoria presente in un medaglione dell’epoca inciso da William Wyon. Successivamente, Hill fece stampare le carte-valori attraverso una calcografia su carta artigianale e ideò anche un primo sistema anticontraffazione, semplice ma efficace: ogni francobollo riportava nei due angoli inferiori le lettere che consentivano di individuarne la posizione esatta nella tavola di stampa.

Il Penny Black, il primo francobollo al mondo ideato da Rowland Hill.

Questa carta-valore consentiva di spedire lettere per un peso fino a 14 g nel territorio britannico pagando una tariffa fissa di un penny, indipendentemente dalla distanza percorsa. A differenza dei francobolli che vediamo oggi, i Penny Black non avevano dentellatura: per separarli bisognava tagliarli manualmente con le forbici.

La rapida diffusione

Nel giro di pochi anni, il francobollo fu adottato da diverse nazioni: nel 1843 la Svizzera diventò il secondo Paese del mondo a stampare carte-valori postali, seguita nello stesso anno dal Brasile, che emise una serie di francobolli da 30, 60 e 90 reis chiamati “Occhi di bue” per il loro ovale decorato.

I primi francobolli brasiliani, noti come “Occhi di bue” per la forma ovale disegnata.

Nel 1847 anche gli Stati Uniti emisero una serie di francobolli da 5 e 10 cent, scegliendo le effigi di Benjamin Franklin, primo Direttore Generale delle Poste statunitensi, e George Washington, padre fondatore della nazione e primo Presidente americano. Questa emissione avviò una tradizione iconografica che mirava a rafforzare il senso di appartenenza nazionale in uno Stato ancora giovane, connettendo in modo simbolico territori diversi dal punto di vista culturale e geograficamente molto distanti tra loro.

Primo francobollo americano da 5 cent ha il volto di Benjamin Franklin.

Dal 1849 in poi tutte le nazioni europee presero a stampare francobolli, dando inizio anche al fenomeno del collezionismo. Le ragioni della rapida diffusione della carta-valore postale furono essenzialmente due: da un lato, la sua praticità permetteva di rendere le spedizioni accessibili a tutti, semplificando i pagamenti e favorendo la circolazione di documenti e merci all’interno del territorio nazionale e tra Stati diversi. Dall’altro, il francobollo era un oggetto illustrato dal forte valore simbolico che offriva agli artisti e alle tipografie di tutto il mondo l’opportunità di sperimentare nuovi stili grafici e tecniche di stampa, dando vita a veri e propri capolavori in miniatura.

Le origini della filatelia

Già a partire dalla metà dell’Ottocento, molte persone intuirono il valore artistico e documentaristico dei francobolli, dando vita alle prime raccolte e classificazioni filateliche. Fu lo zoologo e bibliotecario del British Museum John Edward Gray nel 1862 a pubblicare il primo catalogo di francobolli mondiale, “A Hand Catalogue of Postage Stamps for the Use of the Collector“, classificando ogni esemplare secondo il Paese di emissione, le varianti e le caratteristiche. L’opera di Gray segna l’inizio della filatelia moderna, intesa come studio sistematico e approfondito delle carte-valori postali basato su un linguaggio tecnico condiviso. Risale allo stesso periodo la nascita dei primi circoli e società filateliche che consacrano la filatelia come un vero e proprio hobby intellettuale e raffinato.

I membri di questi circoli – collezionisti, storici, studiosi di arti grafiche, tipografi, commercianti di francobolli, bibliotecari o semplici appassionati – si dedicarono allo scambio di francobolli, alla pubblicazione di cataloghi e riviste specializzate e ad una classificazione sempre più rigorosa e scientifica delle carte-valori postali. Inoltre, si assunsero l’importante compito di analizzare i metodi utilizzati per creare falsi, all’epoca molto diffusi a causa della grande richiesta di esemplari rari, e di condividere le indicazioni per il loro riconoscimento. I club filatelici contribuirono anche allo studio delle tecniche di stampa, all’organizzazione di conferenze e mostre e alla conservazione delle prime collezioni pubbliche di francobolli. Nel 1870, con la nascita del commercio di francobolli vengono pubblicati i primi cataloghi filatelici nazionali che contribuiscono a individuare un sistema di codifica standard per lo scambio e la vendita delle carte-valori.

Lo “Stanley Gibbons Catalogue” pubblicato nel Regno Unito nel 1965 introduce i primi listini organizzati dei francobolli prodotti nei Paesi dell’impero britannico. Immagine: Stanley Gibbons Catalogue

Quando i francobolli raccontano la storia

Sono migliaia i francobolli che hanno accompagnato i momenti politici e culturali particolari della storia moderna, influenzando l’immaginario collettivo e aiutando i governi dei vari Paesi a sostenere determinate cause. Qui abbiamo proposto solo alcune tra le serie più famose, in una breve rassegna che vuole essere un invito a scoprire altri esemplari capaci di raccontare le tappe più importanti del nostro passato e presente.

La Liberty Issue è una serie di carte-valori emessa in America a partire dal 1954, rimasta in circolazione fino al 1965. Fu diffusa durante la Guerra Fredda allo scopo di veicolare messaggi di democrazia e unità nazionale in contrapposizione all’ideologia sovietica. Oltre alla Statua della Libertà, furono raffigurati luoghi simbolo dell’identità americana e figure politiche e militari di rilievo.

La Liberty Issue fu utilizzata dal governo americano per prendere le distanze dal regime totalitario dell’Unione Sovietica durante la Guerra fredda.

I francobolli emessi dalla Grecia nel 1986, anno di nascita delle Olimpiadi moderne, rappresentano una delle prime forme di comunicazione visiva transnazionale legata a una manifestazione sportiva. In qualità di organizzatrice della prima edizione dei Giochi Olimpici, la Grecia progettò una serie composta da 12 valori caratterizzata da un’iconografia classica, dove le immagini di colonne, templi e atleti dell’antica Grecia creano un ponte simbolico tra passato e presente.

Uno dei francobolli emessi in occasione delle prime Olimpiadi moderne. Olimpiadi di Atene 1896

A questa serie ne seguiranno molte altre, emesse dai vari Paesi coinvolti nei Giochi olimpici, che riflettono le principali correnti artistiche dell’epoca e testimoniano come il francobollo diventerà sempre più un luogo di sperimentazione grafica, capace di tradurre i diversi linguaggi estetici in una forma di comunicazione capillare e accessibile a tutti.

Olimpiadi Monaco 1972                         
Olimpiadi Barcellona 1992

Nel 1972 l’UNESCO istituisce la Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità, definendo un sistema di tutela dei luoghi di maggior valore storico e naturale nel mondo. Molte nazioni scelgono le carte-valori come strumenti di divulgazione culturale, emettendo serie dedicate a luoghi archeologici, città storiche, monumenti religiosi e parchi naturali. Parallelamente, il linguaggio grafico utilizzato evolve, proponendo delle fotografie rielaborate, delle palette cromatiche complesse e un’impaginazione che ricorda quella dei poster o delle cartoline.

Francobolli UNESCO

Nonostante la digitalizzazione delle comunicazioni, il francobollo continua a svolgere la sua funzione pratica originaria di carta-valore e quella – secondaria, ma non troppo! – di raccontare il patrimonio di valori tangibili e intangibili di un Paese o veicolare messaggi universali attraverso le immagini.

La sperimentazione di tecniche sempre diverse e linguaggi iconografici innovativi da parte di artisti e illustratori di tutto il mondo lo ha trasformato nel più piccolo e interessante oggetto illustrato in circolazione, da scambiare e collezionare.