Quando il tabloid incarna lo spirito popolare di una nazione: l’esperienza italiana di OGGI

Quando il tabloid incarna lo spirito popolare di una nazione: l’esperienza italiana di OGGI

Alessandro Bonaccorsi Pubblicato il 4/1/2026

Quando il tabloid incarna lo spirito popolare di una nazione: l’esperienza italiana di OGGI

La rivoluzione tipografica della prima metà del Novecento permise di realizzare giornali con grandi tirature e immagini fotografiche di buona qualità, favorendo la nascita di magazine illustrati come Life, dove cronaca e giornalismo d’inchiesta trovavano nuove strade grazie al racconto visivo.

In Italia, su intuizione di Angelo Rizzoli, nel 1939 nasce OGGI, un “settimanale di attualità e letteratura”, influenzato dai grandi rotocalchi internazionali che puntava su fotografie, reportage e un impianto grafico piuttosto moderno per l’epoca.
I rotocalchi erano gli antenati dei moderni tabloid, in cui contenuti di giornalismo d’inchiesta e narrazioni letterarie si mescolavano al racconto della cronaca e del gossip.

Quella che andremo vedere è una delle riviste di maggior successo e durata in Italia, capace di rivaleggiare in quanto ad impatto sul costume nazionale con i tabloid internazionali.


Una copertina della rivista Oggi del 1971. Fonte: Ebay. Tutti i diritti sono riservati, l’immagine è usata per puro scopo divulgativo.

La miglior rivista per raccontare l’Italia del dopoguerra

Il regime fascista aveva appena fatto chiudere la rivista Omnibus, così l’editore Rizzoli creò un nuovo periodico capace di raccontare in modo moderno l’attualità. Con l’arrivo della Seconda Guerra mondiale la produzione della rivista si interruppe e riprese nel 1945, utilizzando un formato tabloid e imponendosi pian piano come uno dei migliori esempi di racconto dell’Italia del dopoguerra.

Omnibus di Oggi. Fonte: https://curiosando708090.altervista.org/oggi-rivista-dal-1939/. Tutti i diritti sono riservati, l’immagine è usata per puro scopo divulgativo.

Il grande successo arriverà negli anni Sessanta, con il passaggio stabile al colore: OGGI diventerà lo specchio del boom economico, con un’esplosione di vendite e tirature oltre il milione di copie. Sapeva mescolare notizie di attualità, cronaca rosa e costume, mantenendo il focus sulla famiglia italiana come pubblico di riferimento e senza mai infilarsi in questioni politiche.

OGGI è sempre stato un “giornale che vuole parlare a tutti gli italiani”, capace di raccontare storie di personaggi noti e persone comuni. Solo negli ultimi anni, con il passaggio all’editore Urbano Cairo, il payoff è stato aggiornato in “Il settimanale degli italiani”, segnando un passaggio da una visione centrata sulla “famiglia” ad una più ampia.

Una copertina di Oggi del 1990. Fonte: https://curiosando708090.altervista.org/wp-content/uploads/2015/10/oggi_rivista_copertina_1990_casella.png. Immagini usate a puro scopo divulgativo, tutti i diritti sono riservati.

Raccontare grandi storie

I tabloid come Oggi hanno l’obiettivo di intrattenere il pubblico e per farlo utilizzano uno storytelling ben rodato, fatto di narrazioni anche seriali e di grandi foto. La narrazione punta sull’emotività e sulla curiosità dei lettori, parlando sia di personaggi famosi sia di persone comuni, facilitando quindi l’identificazione del lettore. La capacità di OGGI di combinare foto-storie, grafica semplice, cura editoriale nella scrittura degli articoli è stata di esempio per molti magazine popolari europei, creando una via meno “rumorosa” al rotocalco moderno (cfr. The Sun).

Copertina di Oggi del 1966. Fonte: Curiosando. Tutti i diritti sono riservati, l’immagine è adottata per soli fini divulgativi.

Le copertine hanno sempre avuto un layout semplice e ben codificato: il logo in testata a tutta larghezza, una grande immagine che cattura l’attenzione (quasi sempre un volto o un gruppo di personaggi) e titoli sovrapposti alla foto principale senza soffocarla; le notizie secondarie occupano dei box laterali, a volte di colore giallo, sempre composti di foto e titolo.

Tutta la grafica deve rimandare ad un’idea di esclusiva e di scoop, le foto a volte sono in posa (in anni recenti ne ricordiamo una di dubbio gusto di Matteo Salvini), a volte catturano il momento, facendo entrare da subito il lettore nella storia che si andrà a raccontare all’interno del magazine.

Tra le prime copertine a colori ci fu quella dedicata alla morte di Marilyn Monroe, nell’agosto 1962. In quegli anni la redazione punta tutto sulla tempestività, arrivando a far viaggiare i giornalisti in aereo per battere la concorrenza sulle grandi notizie, scelta che si riflette anche in copertine costruite come veri e propri manifesti che devono catturare l’attenzione in edicola. Le notizie diventano più simili al linguaggio pubblicitario, il volto dei protagonisti è spesso ritratto in primissimo piano con dei blocchi titoli sovrapposti alla foto.

Interno di Oggi dedicato a Marilyn Monroe. Un dossieraggio all’avanguardia per l’epoca. Fuente: Ebay. Tutti i diritti sono riservati, l’immagine è adottata per soli fini divulgativi.

Una identità grafica solida e riconoscibile

Una delle caratteristiche di OGGI è quella di essere riuscito ad attraversare settanta anni di storia d’Italia mantenendo la sua identità visiva riconoscibile e stabile. Già il nome richiama l’idea che il tabloid deve occuparsi sempre dell’oggi, in un eterno presente che si ripete senza soluzione di continuità. I contenuti di gossip e di cronaca sono in qualche modo antistorici, non portano il lettore a riflettere sul passato, ma anzi lo porteranno a pensare che si ripetano sempre gli stessi fatti, mostrando della società soltanto le storie cariche di emozioni, come se gli eventi raccontati da gossip e cronaca nera siano gli unici davvero rilevanti.

Questa semplicità e immediatezza del racconto giornalistico sono ben rappresentati dal logo-testata che si è mantenuto stabile negli anni, con un lettering maiuscolo bold (ridisegnato nel 2015), nel tipico colore rosso dei magazine popolari.

Il celebre logo di Oggi. Fonte: Wikipedia. Tutti i diritti sono riservati, le immagini sono usate a scopo divulgativo.

L’efficace semplicità della grafica dei tabloid

Dal punto di vista del layout e della grafica, Oggi non è mai stato particolarmente innovativo, ma, d’altronde, per un rotocalco generalista è richiesta tradizione, immediatezza, linearità. Gli obiettivi sono estrema leggibilità, considerando che molti lettori sono anziani, e poche distrazioni, alternando sempre foto e testi, creando quelle che abbiamo già chiamato foto-storie. In un’epoca in cui non c’era il web e in cui la televisione non aveva così tanta varietà di offerta, i tabloid rappresentavano una fonte inesauribile di nuove immagini e di punti di vista ravvicinati sui fatti di cronaca e di attualità.

Per questo il layout si è sempre mantenuto semplice, impaginato a due o tre colonne nei primi anni di bianco e nero, riprendendo la grafica tipica dei quotidiani illustrati, aumentate con l’arrivo del colore e di una maggiore foliazione, con i contenuti ben organizzati in sezioni e rubriche, con aperture di servizio caratterizzate da grandi fotografie, titoli in corpo maggiore e sommari o occhielli introduttivi per guidare la lettura. Le pagine contengono box colorati, evidenziazioni e citazioni per guidare il lettore e semplificare la comprensione.

Nel ultimi anni OGGI ha subito un leggero redesign, che ha avuto l’obiettivo di differenziare la rivista dagli altri periodici e di portarla verso una fascia più “alta”, curando di più grafica e impaginazione con layout più puliti e misurati, e valorizzando reportage e grandi storie, secondo una logica più vicina al newsmagazine, pur mantenendo una sua impronta popolare e accessibile a tutti.

Nell’epoca dell’immagine, la fotografia impera

I tabloid celebrano l’immagine di divi e persone famose, dando la possibilità a persone comuni, quando protagoniste di episodi di cronaca, di godere dei loro quindici minuti di popolarità.

 L’elemento visivo dominante in OGGI, fin dalla nascita, è la fotografia. La rivista nasce infatti come rotocalco illustrato, in cui il racconto dell’attualità passa principalmente attraverso reportage fotografici e ritratti, modello che la avvicina alle grandi esperienze internazionali del fotogiornalismo di massa del Novecento.

Interno della rivista Oggi, del 1939. Fonte: Curiosando. Tutti diritti sono riservati. Immagini usate a scopo divulgativo.

Con l’introduzione del colore e l’evoluzione delle tecniche di stampa, le fotografie assumono un ruolo ancora più centrale: copertine, aperture e pagine interne utilizzano immagini in grande formato, spesso a tutta pagina o doppia pagina, per ancorare emotivamente il lettore alla storia. Nelle sezioni di spettacolo e gossip, le fotosequenze (serie di immagini narrative con didascalie brevi) sono una cifra stilistica forte, che rende il consumo visivo rapido e quasi “cinematografico”. L’uso di immagini ad alta risoluzione e corrette cromaticamente risponde alle regole base della buona impaginazione di riviste, che considera la qualità fotografica cruciale per l’appeal complessivo.

Il tabloid italiano per eccellenza

OGGI nasce come rotocalco illustrato nel 1939 e attraversa la storia d’Italia recente, dalla guerra al boom economico, alla rivoluzione tecnologica e al digitale senza mai perdere la propria riconoscibilità. Il logo in maiuscolo rosso (che citava, come detto, l’americano Life), le copertine fotografiche a forte impatto, il layout interno denso ma organizzato e la centralità dei volti in copertina, hanno contribuito a definire un modello emulato da molti settimanali popolari europei. OGGI dimostra come i tabloid siano tuttora uno dei format editoriali di maggior successo popolare, capaci, pur con il loro taglio sensazionalistico, di raccontare la società attuale.
Sembrano i periodici che meglio stanno resistendo all’arrivo del digitale. Chissà cosa ci riserverà il futuro…

Dati tiratura 270.000 copie vendute

Link al sito di Oggi: https://www.oggi.it/

Tutte le immagini adottate nell’articolo appartengono ai rispettivi proprietari. Il fine di questo articolo è divulgare e rendere omaggio alle realtà editoriali che hanno lasciato il segno nelle decadi.