Morgana Wallace e i suoi esseri mitologici su carta

Morgana Wallace e i suoi esseri mitologici su carta

Anabel Herrera Pubblicato il 1/21/2026

Morgana Wallace e i suoi esseri mitologici su carta

“Non esiste niente di simile di un’idea nuova”. Questa affermazione enfatica è spesso attribuita allo scrittore americano Mark Twain, per il quale le idee nascono dalla combinazione creativa di quelle più vecchie, come se si trattasse di un “caleidoscopio mentale”. Allo stesso modo, Morgana Wallace trae ispirazione dalla mitologia norrena e giapponese per creare i suoi incredibili mondi fantasy. L’artista canadese evoca scene con personaggi colorati, spesso adornati con maschere e costumi elaborati, che hanno tutti una cosa in comune: la carta come mezzo espressivo.

Un’avida lettrice

Il suo interesse per l’illustrazione e la pittura è nato nella prima infanzia. Wallace, originaria di Winnipeg, capoluogo della provincia di Manitoba, è cresciuta in un ambiente artistico, poiché sua madre era una musicista e suo padre un artista visivo. Entrambi hanno alimentato il suo spirito curioso e creativo. Ad esempio, l’artista ricorda che, quando tornava da scuola, sua madre leggeva a lei e ai suoi fratelli storie con bellissime illustrazioni.

A quel tempo, non poteva immaginare che, da adulta, sarebbe stata lei a crearle. Il suo interesse è nato mentre studiava al Victoria College of Art, in particolare in un corso di monotipo, una tecnica di stampa che prevede il trasferimento di un’immagine su una superficie (carta, tela, legno) attraverso un disegno o un dipinto. Dal 2008 realizza opere utilizzando tecniche di ritaglio della carta a livello professionale.

Tecnica e narrazione in un’illustrazione

L’artista canadese crea eroine femminili e creature mistiche con dettagli aggiuntivi come mantelli, corone, foglie, piume e uccelli, utilizzando strati di carta dalle texture più diverse, dalla carta di lino giapponese al cartoncino, conferendo loro un aspetto tridimensionale. Questo lavoro meticoloso incorpora anche acquerello, guazzo (goauche), inchiostri e matite colorate, materiali con cui aggiunge l’illusione di ombreggiatura e profondità alle figure.

Le illustrazioni di Wallace non solo dimostrano una grande padronanza tecnica, ma rivelano anche un profondo impegno nel potere della narrazione, che ci immerge in mondi immaginari. È interessante notare che l’artista di solito non inizia con una storia specifica; il processo inizia invece con una piccola idea, come un volto, e il resto emerge intuitivamente. È come una sorta di trance in cui rimane connessa ai ricordi d’infanzia.

Donne che hanno cambiato la storia

Questo viaggio a ritroso nella sua infanzia, quando leggeva con la madre, si riflette anche nei suoi splendidi libri illustrati. “Hedy and Her Amazing Invention” racconta la storia dell’attrice e inventrice austriaca Hedwig Eva Maria Kiesler, conosciuta a Hollywood come Hedy Lamarr, e considerata una delle donne più belle del suo tempo: recitò nella prima scena di nudo integrale nella storia del cinema. Mentre viveva come una star sotto i riflettori, stava segretamente lavorando a una tecnologia di “frequency hopping” per proteggere il rilevamento dei siluri dal nemico, poco prima che gli Stati Uniti entrassero nella Seconda Guerra Mondiale. Pertanto, nell’ultima pagina del libro, non vediamo il suo bel viso, ma piuttosto la parte posteriore del suo corpo mentre porta avanti con attenzione il suo lavoro.

In “In One Ear and Out the Other”, Wallace illustra la vita piena di ostacoli della direttrice d’orchestra e pianista olandese Antonia Brico, che è diventata la prima donna a dirigere sia la Filarmonica di Berlino che la Filarmonica di New York.

Per l’artista canadese, che si descrive come affetta da ansia sociale, le sue illustrazioni, anche se realizzate su carta e acquistabili online, sono state una via di fuga e un modo per esplorare altri luoghi.