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Oggi parliamo di icone di Internet, nel vero senso della parola. Ovvero dei loghi dei browser che dalla metà degli anni Novanta hanno accompagnato la nostra vita sul web. E lo facciamo in un momento particolare: mai come ora, infatti, il futuro dei browser è incerto.
Per i più inesperti, quando parliamo di browser banalmente intendiamo le applicazioni che ci permettono di accedere alle pagine Internet: tra i più utilizzati ci sono Chrome, Firefox, Safari, Edge, Opera. A mettere alla prova la loro esistenza nella forma attuale è, come ormai di consuetudine, l’avvento dei chatbot di intelligenza artificiale. ChatGPT e colleghi hanno infatti lanciato i primi browser AI che promettono di avere tutte le risposte per noi e di navigare le informazioni della rete al posto nostro. Se le promesse saranno mantenute… avrà ancora senso l’esistenza dei browser come li conosciamo oggi?
In attesa di capire la risposta a questa domanda e di osservare in prima persona come cambierà il panorama di Internet, ci tuffiamo con un po’ di nostalgia nel racconto della storia dei browser più famosi.
Per farlo seguiamo il filo rosso dell’evoluzione dei loghi dei browser nel corso degli ultimi trent’anni!
Netscape: il logo del browser più usato degli anni Novanta
In principio era Netscape.
Ok, forse abbiamo esagerato! Anche perché Netscape non è esattamente il primo browser della storia: il primo in assoluto si chiamava WorldWideWeb ed era stato prodotto nel 1991 dal creatore di Internet Tim Berners-Lee, ma rimase più che altro uno strumento per addetti ai lavori. Il primo browser pensato per il pubblico fu invece Mosaic, da cui successivamente fu sviluppato proprio Netscape.

Netscape è stato indubbiamente il primo software di successo per la navigazione su Internet e il più usato negli anni Novanta. Lanciato alla fine del 1994, Netscape fu il primo browser essenzialmente grafico a cui si ispirarono poi tutti i successivi. Tra le innovazioni introdotte da questo browser c’era, ad esempio, il caricamento progressivo delle pagine: questo evitava all’utente di dover contemplare per diversi minuti una pagina bianca aspettando che la lenta connessione la caricasse interamente.
Insomma, la modalità in cui abbiamo navigato in Internet negli ultimi tre decenni si deve essenzialmente a questo browser. La vicenda che portò alla fine di Netscape è abbastanza nota: dopo il suo periodo d’oro, al termine degli anni Novanta perse la “guerra dei browser” con Internet Explorer, anche a causa di pratiche monopolistiche di quest’ultimo. Nel 2007 il progetto Netscape viene definitivamente chiuso.

Prima di navigare verso altri browser, un’ultima curiosità: se volete provare un tuffo al cuore rivedendo le vecchie pagine del primo Netscape, vi consigliamo di fare un giro su questo museo digitale.
L’amato, odiato, deriso Internet Explorer: logo dopo logo
Oggi sarà anche odiatissimo – nonché protagonista di innumerevoli meme e pagine satiriche che ironizzano sulla sua ormai proverbiale lentezza – ma dobbiamo ammetterlo: Internet Explorer è il browser che ha accompagnato la maggior parte di noi utenti nelle nostre prime esplorazioni di Internet.

Nei suoi anni d’oro, all’inizio del 2000, Internet Explorer raggiunse infatti una quota di mercato pari al 90% anche grazie alla sua integrazione di default nel sistema operativo Windows. L’integrazione fu successivamente giudicata illegale e monopolistica, ma ormai per il suo diretto concorrente – Netscape – era tardi.
Internet Explorer è stato dunque il browser degli anni Duemila. Il primo Internet Explorer fu lanciato nel 1995 da Microsoft e anch’esso era basato sull’antenato Mosaic. Già nel 1996 nel suo logo compare l’iconica lettera E accompagnata da un anello orbitale a simboleggiare dinamismo e connessione. È questa semplice – ed efficace – immagine che diventa per almeno un decennio il simbolo di Internet: i successivi redesign del logo, infatti, non si discostano di molto dalla versione del 1996.

Se alla fine degli anni Novanta Internet Explorer risultò il vincitore della guerra dei browser contro il suo rivale Netscape, un decennio dopo la fortuna girò da un’altra parte. Nella cosiddetta seconda guerra dei browser alla fine del primo decennio del Duemila, il browser di Microsoft si trovò a fronteggiare nuovi competitor arrivati sul mercato: Mozilla Firefox, Safari e – negli anni Dieci – Chrome scalzarono definitivamente il monopolio di Internet Explorer.
Microsoft pensionò Internet Explorer nel 2022, ma già nel 2015 aveva lanciato il suo erede: Microsoft Edge. Se inizialmente il logo di Edge mantenne il collegamento con l’iconica lettera E, il redesign del 2019 marca irrevocabilmente l’allontanamento dalla storia di Internet Explorer. Oggi, il logo del browser di Microsoft sembra più simile a quello dei suoi diretti concorrenti: Chrome e Firefox.

Opera: il logo del browser che rese popolari le tab
Siamo dunque approdati all’era post-Internet Explorer degli anni Dieci del nuovo millennio. Iniziamo raccontando dunque il logo di uno dei browser che ha combattuto fieramente, perdendola, la guerra commerciale tra questi software di navigazione: Opera.

Forse pochi lo sanno, ma questo browser affonda le proprie origini nel profondo nord. Nacque infatti nel 1994 come progetto di ricerca della principale compagnia di telecomunicazioni norvegese Telenor e fu lanciato ufficialmente nel 1995, il che lo rende anche il browser più longevo in circolazione.
A questo browser si deve uno dei primi usi estensivi delle tab già nel 2000: le tab ancora oggi permettono di perderci nel multitasking e nelle digressioni, aprendo un numero infinito di nuove finestre all’interno del browser.
Un aneddoto interessante legato a questo browser è il suo enorme successo nel continente africano. Se a livello mondiale è il quinto browser più utilizzato, soprattutto negli anni Dieci del Duemila è stato di gran lunga il software più amato da moltissimi paesi in Africa. Le ragioni di questo successo sono ancora dibattute, ma probabilmente si deve alla sua versione “mini” che permetteva un uso più efficace dei dati con le connessioni più lente.

Ma osserviamo il logo del browser Opera. La lettera O – fiera rivale dell’altra vocale simbolo di Internet Explorer – comparve già nel 1994 e cambiò design in diverse occasioni: nel corso degli anni si aggiunse (per poi scomparire) un’ombra e un effetto 3D. A rimanere uguale nel tempo fu invece la tinta rossa che ancora oggi è l’elemento grafico più caratteristico del browser.
Firefox: il logo del browser con la volpe
Un altro fiero protagonista della guerra dei browser è Mozilla Firefox che attualmente occupa la quarta posizione tra i browser più utilizzati al mondo.

L’attuale logo di Firefox disegnato nel 2019. Immagine: it.wikipedia.org
Firefox nacque nel 2002 all’interno della Mozilla Foundation, presentandosi come il successore spirituale di Netscape. All’epoca del suo primo sviluppo aveva un altro nome e un altro simbolo: una fenice. Fu solo con il lancio ufficiale nel 2004 che venne identificato dall’ormai iconica volpe.
Il logo del browser Firefox è rimasto assai costante nel tempo: l’immagine rappresenta una fiammante volpe che abbraccia il globo terrestre. Come accaduto per i loghi degli altri browser, anche nel caso del logo di Firefox osserviamo una crescente stilizzazione del tratto nel corso del tempo: da un’immagine in 3D con numerosi dettagli passiamo a una versione più semplificata e “moderna”.

Alla fine del primo decennio del Duemila, Firefox sembrava essere destinato a vincere la concorrenza con gli altri browser: nel 2009 aveva scalzato Internet Explorer conquistando circa un terzo del mercato mondiale e divenendo il browser più utilizzato al mondo. Purtroppo per la volpe, qualche anno dopo comparve all’orizzonte Google Chrome.
Safari: il logo del browser di Apple
Ma prima di dedicarci al vincitore della guerra dei browser, vediamo chi ha conquistato la medaglia d’argento. Il secondo browser più utilizzato al mondo è Safari: il browser di default nei sistemi operativi di Apple.

Il browser Safari fu presentato da Apple nel 2003 con il chiaro obiettivo di scalfire lo strapotere di Internet Explorer di quegli anni o quantomeno dar battaglia all’interno dei sistemi operativi proprietari dell’azienda di Cupertino. A partire dal 2007 il browser fu anche inserito nella prima generazione di iPhone appena lanciata.
Oggi, grazie soprattutto all’integrazione del browser nei sistemi mobile dell’iPhone e dell’iPad, Safari è il secondo browser più utilizzato al mondo con circa il 15% della quota di mercato.
Una curiosità: tra i nomi che erano stati inizialmente pensati per il browser e successivamente scartati c’erano anche iBrowse e Alexander, in onore di Alessandro Magno.

Come immagine per il suo browser, Apple scelse di utilizzare una bussola. E anche in questo caso non possiamo non notare un percorso verso la semplificazione del logo con il trascorrere degli anni. Da una dettagliatissima e realistica bussola scintillante si passa a versioni sempre più stilizzate fino ad arrivare a quella attuale, ridisegnata nel 2017.
C’è una cosa però che non è mai cambiata nel logo di Safari: la direzione verso la quale punta l’ago della bussola, nord-est, che dona all’immagine il giusto dinamismo.
Google Chrome: il logo del browser attualmente più usato al mondo
Concludiamo la nostra carrellata con il logo dell’attuale vincitore della guerra commerciale tra browser: Google Chrome, il browser più utilizzato al mondo (basta dare una semplice occhiata a questo grafico).

Chrome venne lanciato dal motore di ricerca Google il primo settembre 2008, distinguendosi subito per il suo aspetto minimalista e per la sua velocità. A questo browser si devono delle innovazioni che oggi diamo per scontate. Un esempio? La barra degli indirizzi che può essere usata direttamente per cercare all’interno di un motore di ricerca.
Dal punto di vista del logo, anche se non ci sono grandi scostamenti dalla prima versione del 2008, notiamo una semplificazione. Dalla sfera 3D, lucente e metallica, che riprende i colori del logo di Google (il rosso, il giallo, il verde e il blu) si passa a una versione più piatta, semplice e moderna.

Ma quale sarà il futuro dei browser? Se Chrome ha vinto la guerra dei browser, non si potrà di certo sedere sugli allori. L’emergere delle AI sta radicalmente cambiando il panorama di Internet e all’orizzonte si profila un’altra sfida tra browser con rivali legati al mondo delle intelligenze artificiali.
Proprio Google è tra i maggiori investitori nel settore con il suo chatbot Gemini. Riuscirà a integrarlo efficacemente in Chrome e ad essere pronto a sfidare una nuova generazione di browser AI?
Forse, invece, dovremmo semplicemente dire addio a questi programmi di navigazione che ci hanno tenuto compagnia nelle nostre esplorazioni online degli ultimi trent’anni. Chissà…
Voi che ne pensate? Vi piace l’evoluzione dei loghi dei browser negli ultimi decenni? E, secondo voi, quali immagini accompagneranno i nuovi strumenti per navigare in Internet?
