House organ : evoluzione dei magazine interaziendali nel tempo

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L’House Organ è quello che potremmo chiamare giornale aziendale. Ha lo scopo di aggiornare gli stakeholders, tramite una fonte ufficiale, riguardo a tutte le novità relative all‘azienda, evitando quindi che le conoscano attraverso terzi e soprattutto è, o almeno era in un’età pre-informatica, uno strumento che diffondeva i valori e la cultura di un’azienda.

Non è uno strumento promozionale, o almeno non lo è direttamente, ma può essere considerato un mezzo di approfondimento e addirittura di riflessione, quindi gestito probabilmente più da un reparto risorse umane o comunicazione, piuttosto che dal reparto marketing.

Perché l’house organ è importante

L’house organ è un ottimo strumento per comunicare i risultati raggiunti, le innovazioni tecnologiche, i nuovi servizi e prodotti, ma anche eventi aziendali che riguardino i lavoratori o tutto il sistema relativo all’indotto, ai rivenditori e ai distributori legati all’azienda. È indispensabile per dare continuità all’informazione e all’aggiornamento della comunicazione aziendale.In più, come dicevamo, è uno strumento per diffondere la cultura aziendale, laddove questa esista e sia ben radicata.

Ogni piccola e media azienda, ad esempio, è un organismo che si sviluppa in un determinato territorio e continuamente interagisce con esso, sia in positivo che in negativo, avendo un impatto, spesso decisivo, sulla comunità. L’house organ può essere uno strumento efficace per raccontare come l’azienda lavora, agisce e si pone nei confronti della comunità, per estendere anche ad essa i propri valori.

House organ: gli esempi del passato

In Italia lo strumento dell’House Organ inizia a svilupparsi e a diffondersi intorno al primo Dopoguerra. Grandi aziende e gruppi industriali investono risorse per fare cultura, per alimentare il dibattito e per portare innovazione ai loro dipendenti.

Quello che si può considerare il primo esempio italiano di House Organ è il Bollettino delle Assicurazioni Generali, prodotto fino al 2010. Poi anche la Fiat per qualche anno produce il suo, ma tra gli esempi più lampanti sono da citare “Civiltà delle Macchine” realizzato da Finmeccanica dagli anni 50 ai 70, con contributi di intellettuali come Gadda, Quasimodo, Ungaretti, Bo e altri, e “Fatti e Notizie” di Pirelli, nato nel 1950 e stampato ancora oggi.

Le immagini sono tratte dal sito houseorgan.net

Ci sono poi i notevoli esempi editoriali, anche dal punto di vista grafico delle pubblicazioni di Italsider, Eni, Pirelli, Rai, Rinascente.

Le immagini sono tratte dal sito houseorgan.net

Diverso è invece l’approccio di Adriano Olivetti che dal 1946 al 1960, anno della sua morte, produce la rivista “Comunità”, vero e proprio manifesto culturale di un nuovo modo di intendere la vita aziendale e la società.

Le immagini sono tratte dal sito houseorgan.net

È importante notare come gli uffici comunicazione di queste grandi aziende coinvolgessero senza problemi poeti, scrittori, artisti, non temendo una deriva intellettuale delle proprie pubblicazioni.

Allo stesso tempo le riviste sono progettate da grandi art director e designer come Pino Tovaglia, Eugenio Carmi, Italo Lupi, Massimo Vignelli, Max Huber, Giancarlo Illiprandi, Albe Steiner e tanti altri.

L’house organ oggi

Cambiano i tempi e cambia anche l’house organ, diventando a volte uno strumento che esce dalle mura dell’azienda e si fonde con i prodotti commercializzati.

Ma soprattutto inizia a differenziarsi e a trasformarsi in un mezzo di comunicazione che attraversa vari media: dalla carta passa al digitale e quindi al web. Oppure cambia forma e si trasforma in storytelling o diviene parte della responsabilità sociale delle aziende. Prodotti come il bilancio di sostenibilità sostituiscono in alcuni casi il rapporto continuo con dipendenti e stake-holders. I blog interni creano un flusso di notizie aggiornate così come le newsletter.

Ma nonostante i nuovi mezzi tecnologici a disposizione, il magazine cartaceo resiste e continua ad essere un privilegiato mezzo di contatto tra azienda e mondo interno, laddove per mondo interno non si intendono più solo i dipendenti, ma anche clienti e donatori. Esempio attuale sono i magazine realizzati dalle ONG no-profit per i loro donatori e spedite via posta (Emergency, Medici senza Frontiere, Greenpeace, Save The Children, etc.). E altro esempio estremo sono i cataloghi con parti di storytelling aziendale di realtà come Lush e Ikea che, in mezzo ai prodotti pubblicizzati, raccontano l’azienda e cosa accade al suo interno (o almeno è il modo in cui lo raccontano).

Importanza dello storytelling aziendale

Comunicare la propria visione dovrebbe essere compito di qualsiasi azienda, grande o piccola che sia. Purtroppo in Italia, negli ultimi decenni, l’idea stessa di cultura aziendale si è persa ed è rimasta appannaggio dei grandi gruppi. Eppure, ogni piccola e media impresa ha un impatto, anche solo sul territorio in cui ha sede, e crea intorno a sé una comunità che non è fatta soltanto dei dipendenti e delle loro famiglie, ma anche dei fornitori, dei clienti e di tutti quelli che abitualmente hanno a che fare con quell’azienda.

Think Magazine IBM (vers. Francese) fonte: https://www.designspiration.net

L’house organ è a tutt’oggi uno dei modi migliori per un’azienda per comunicare i propri valori e farlo a quelle persone che già la apprezzano e che quotidianamente ci hanno a che fare. È un elemento importante per la costruzione e il mantenimento della reputazione aziendale e per entrare in contatto con la realtà in maniera consapevole e attiva.

Realizzare una house organ

Gran parte delle aziende italiane sono medio-piccole e probabilmente non hanno al loro interno un ufficio comunicazione. Realizzare un house organ può essere un’impresa, ma sapendo organizzare le risorse è possibile ottenere risultati notevoli. Ecco i passaggi che si devono affrontare per produrre un house organ.

1.Creare contenuti

Ovviamente i contenuti scritti devono essere interessanti e deve essere impostata una linea editoriale. Non si tratta di mettere l’annuncio della cena sociale in bacheca, bisogna trasmettere i valori e la cultura dell’azienda. Al giorno d’oggi si possono ottimizzare le risorse tra chi crea contenuti per il web e chi dovrà crearli o adattarli all’house organ. Non solo, ma il magazine aziendale può dare spazio alle voci autorevoli o emergenti del territorio e sfruttarne le professionalità.

2.Curare la grafica

Sembra scontato, ma la forma è fondamentale e deve essere allineata, oltre che alla visione dell’azienda, anche alla sua immagine coordinata. Curare la grafica significa anche porre attenzione allo stile, all’impaginazione e alle immagini utilizzate: lavorare con un grafico professionista e un buon fotografo può essere un’ottima idea. Il risultato finale deve rassomigliare a tutti gli effetti ad una rivista, pur con le sue particolarità e diversità dettate dalle scelte editoriali dell’azienda.

Le immagini sono tratte dal sito houseorgan.net

3.Produrre e stampare

Probabilmente, l’house organ dovrebbe essere fruibile sia in cartaceo che in digitale. Per quanto riguarda la versione cartacea bisogna fare attenzione alla scelta della carta: le persone lo percepiscono come un magazine, per cui al tatto e alla vista dovrebbe assomigliare a ciò che si può sfogliare in edicola.
Stesso discorso si può fare per i formati (in genere che siano adatti alla spedizione in busta): oltre al classico A4 si possono sperimentare formati diversi, prendendo spunto da riviste famose o da prodotti dei grandi marchi.
Per quanto riguarda la rilegatura: brossura per prodotti più importanti, lussuosi o autorevoli, spillata per prodotti agili, freschi, leggeri.

La speranza è che l’house organ torni ad essere un elemento costitutivo della comunicazione delle aziende, perché è uno strumento con cui si può trasmettere l’interesse verso le persone e la comunità. È un modo per raccontarsi, ma soprattutto per evitare che il linguaggio aziendale resti confinato al marketing e alla vendita, senza possibilità di creare altri legami che non siano limitati al cliente-consumatore.

Le immagini sono tratte dal sito houseorgan.net

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