Che cosa significa co-working?

Che cosa significa co-working?

Redazione Pubblicato il 5/6/2022

Che cosa significa co-working?

È il 2005 quando a San Francisco il programmatore Brad Neuberg apre all’interno di un collettivo femminista il primo spazio di co-working mai esistito. Il nuovo luogo di condivisione del lavoro offriva otto scrivanie, wi-fi gratuito, pranzi in comune e altre attività sociali come pause meditazione e tour in bicicletta.

All’epoca il concetto di coworking era una vera e propria rivoluzione, nel settore dei servizi in forte espansione si lavorava prevalentemente in ufficio e solo da qualche anno la tecnologia digitale aveva reso possibile il lavoro da casa. Oggi gli spazi di co-working si trovano in tutte le città di grandi dimensioni e spesso anche altrove: da piccoli centri a location turistiche.

In questa mini guida, spieghiamo in dettaglio il significato di co-working – una rinfrescata per chi non sa bene cosa significhi coworking e un approfondimento per chi ne vuole sapere di più!

Il significato di co-working

Co-working, letteralmente, significa lavoro condiviso. Il co-working è un modello lavorativo che si è diffuso a partire dall’inizio del XXI secolo ed è utilizzato principalmente dai liberi professionisti.

Programmatori, designer di vario tipo, artisti, scrittori e copywriter, esperti di comunicazione, lavoratori dell’industria culturale, del mondo digitale e dei servizi sono tra i freelance che utilizzano maggiormente il modello di co-working. Ma tra chi frequenta gli spazi co-working non mancano anche dipendenti di aziende che lavorano da remoto, piccole startup e aziende innovative.

Co Working: cos'è
Persone che condividono uno spazio lavorativo: uno dei significati di co-working

Nel co-working i lavoratori, pur seguendo attività indipendenti, utilizzano un unico spazio lavorativo mettendo in condivisione: spazi, tecnologie e competenze.

Il co-working, infatti, non è solo un luogo fisico, ma indica anche la community di freelance che si costruisce attorno allo spazio di co-working. Nel co-working i freelance hanno la possibilità di collaborare e interagire tra loro, avviare progetti comuni, mettere a disposizione le proprie competenze, partecipare a eventi di formazione continua: insomma, crescono professionalmente insieme.

Infine, nel coworking si dà ampio valore alla socialità – in contrapposizione con il lavoro da casa – offrendo attività ricreative come lezioni di yoga, meditazione, attività sportive e una cucina condivisa.

In sintesi, il co-working:

  • È un nuovo modello lavorativo per liberi professionisti basato sulla condivisione
  • Si basa su un luogo di lavoro condiviso e tecnologie condivise, come wi-fi e stampanti
  • Presuppone la crescita di una community in cui i freelance condividono le competenze
  • Promuove la socialità con eventi di networking e attività ricreative

I vantaggi del co-working

Il co-working è un modello lavorativo che nasce e si diffonde in anni di forti cambiamenti. Lo sviluppo della tecnologia  e la diffusione capillare di internet non solo facilita la possibilità di lavorare e collaborare a distanza, ma fa nascere nuove figure professionali legate al mondo digitale. Il mondo dei servizi cresce, si digitalizza e si frammenta: si diffondono forme moderne di mini imprenditoria e start up.

I vantaggi del co-working
Your ideas matter: una scritta ispirazionale rappresenta i vantaggi del co-working

Così i freelance si riuniscono in nuove, moderne community. Gli spazi co-working sono un’alternativa all’ufficio tradizionale e al lavoro da casa.

Tra i vantaggi del co-working ci sono:

  • Abbattere i costi. Grazie alla condivisione di tecnologie e spazi, l’uso del co-working permette ai lavoratori di usufruire di servizi all’avanguardia – fibra, scrivanie professionali, stampanti e plotter – a costi più convenienti;
  • Intercettare clienti e progetti. La nascita di nuovi progetti e collaborazioni è all’ordine del giorno all’interno della community di un co-working: i freelance hanno la possibilità di farsi conoscere e mettere a frutto le proprie competenze.
  • Formazione continua e ispirazione. Lo scambio di conoscenze con i propri co-worker avviene in maniera continua e, spesso, informale. Gli spazi di co-working diventano così una fonte dinamica di ispirazione. Spesso eventi di formazione e per fare “rete” sono organizzati all’interno della community.
  • Attività sociali e work-life balance. Yoga, sport, caffè e meditazione: attorno alla community di uno spazio co-working gravitano eventi di vario tipo per mitigare gli aspetti più nocivi sulla salute fisica e psicologica del lavoro a distanza.

I luoghi più adatti al co-working

Da abitazioni accanto a spiagge caraibiche a vecchie fabbriche dismesse e riqualificate, da edifici storici nei centri cittadini a stazioni e metropolitane: gli spazi co-working nascono nei luoghi più disparati.

Originalità a parte, sicuramente tra i luoghi più adatti ad aprire degli spazi co-working ci sono immobili in contesti urbani, ben serviti e facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici o privati, auto o preferibilmente bicicletta. Fondamentale poi è una rete internet a banda larga o fibra ottica (con una velocità in download uguale o superiore a 30 megabit al secondo).

Spesso gli spazi co-working hanno a disposizione ampi open space per i lavoratori, box per le telefonate e sale per riunioni e workshop.

In tutto il mondo, nel 2019, si contavano circa 19 mila spazi co-working. In Italia il primo co-working è approdato nel 2008, a Milano. Nel 2020, sono stati stimati circa 800 co-working in tutto il Paese.

Gli spazi co-working più famosi al mondo

Come abbiamo visto, il co-working è una modalità di lavoro che può essere declinata in vari modi, spazi e filosofie.

I migliori co working: Dojo Bali
Lavoratori a bordo piscina a Dojo Bali, tra i migliori co working al mondo. Immagine: dojobali.org

Esistono community internazionali che gestiscono co-working in diversi paesi: ImpactHub – nato a Madrid – è il più grande network mondiale di lavoro condiviso con circa 100 community in 55 paesi e 5 continenti. Talent Garden invece è un network di spazi co-working (e non solo) nato in Italia: ha 23 campus in 8 paesi europei e collabora con grandi marchi come Google, Cisco e BMW.

Gli spazi co-working possono essere anche più intimi e creativi. A Leeds, ad esempio, ci sono i colorati Duke Studios che ospitano un’ampia comunità di creativi digitali: fotografi, sviluppatori, architetti, makers e scrittori di viaggio – tra gli altri. A Bali, Dojo è una dinamica comunità a 100 metri da una delle spiagge per surfisti più famose al mondo, mentre Bansko in Bulgaria è un piccolo villaggio montano che ha attirato un’ampia comunità di nomadi digitali dall’apertura del Coworking Bansko. 

I migliori co working: Bansko
La schermata iniziale del sito del co-working Bansko, tra i migliori co-working al mondo. Immagine: www.coworkingbansko.com

 Ci sono poi co-working nelle lobby degli hotel, come all’Hotel Schani a Vienna, nelle stazioni come everyworks situato nella Hauptbahnhof di Berlino o in paradisi tropicali come Cocovivo, il coworking da favola nella remota isola di Bocas del Toro, a Panama.

Siete pronti a lavorare nel vostro prossimo spazio co-working?