#StorieDaLocandina: Le locandine di Balla coi lupi

#StorieDaLocandina: Le locandine di Balla coi lupi

Giovanni Blandino Pubblicato il 1/9/2026

#StorieDaLocandina: Le locandine di Balla coi lupi

Il genere western è una sottotraccia costante nella storia del cinema. È stato un fiume in piena negli anni d’oro del genere tra fine anni 40 e inizio anni 50; gli italiani – capitanati da Sergio Leone – lo hanno poi reinventato negli anni Sessanta e Settanta: sono gli anni dei celebri spaghetti western.

Il genere sembrava poi essersi spento, ma nei decenni successivi ha ripreso vita in diverse occasioni e con nuove forme: negli anni Duemila escono pellicole come I segreti di Brokeback Mountain e soprattutto Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, che rievoca sfumature e sensazioni da pellicola western confrontandole con la cruda modernità. Mentre gli ultimi film di Quentin Tarantino omaggiano in maniera più o meno appariscente il caro vecchio cinema western.

E negli anni Novanta? Proprio all’inizio del decennio, nell’autunno del 1990 esce negli Stati Uniti forse l’ultimo grande western epico: Balla coi lupi. Il film ha un successo straordinario: oltre a lanciare nel firmamento di Hollywood Kevin Costner – regista, attore e produttore –, la pellicola viene candidata a ben 12 premi Oscar vincendone 7.

Un fotogramma tratto da Balla coi lupi di Kevin Costner, 1990. Immagine: alternateending.com

Pur mantenendo i toni epici tipici del western, il film ribalta il canone classico del genere costruendo un omaggio alla potenza della natura e all’approccio alla vita dei nativi americani. Balla coi lupi è anche uno dei primi film statunitensi ad essere recitato in gran parte in lingua nativa. Oggi ci siamo un po’ scordati questo film, se non per criticarne gli aspetti che hanno resistito peggio al tempo, ma Balla coi lupi rimane un ottimo esempio di cinema hollywoodiano popolare.

Per omaggiare questo campione di incassi degli anni Novanta e il genere western, oggi vi raccontiamo le locandine che hanno accompagnato il film in diversi paesi del mondo. Ammireremo, in particolare, quelle disegnate dal cartellonista italiano per eccellenza, Renato Casaro, scomparso nel 2025 all’età di 89 anni.

Le locandine di Balla coi lupi disegnate dal maestro italiano Renato Casaro

Oltre a numerosi bozzetti preparativi, Renato Casaro ha realizzato due locandine per Balla coi lupi. Una è quella per l’edizione tedesca del film. Al centro della locandina ci sono due volti.

La locandina tedesca di Balla coi Lupi che utilizza l’illustrazione di Renato Casaro. Immagine: movieposterhub.com

Il volto in primo piano è quello del tenente John Dunbar, interpretato da Kevin Costner: l’ufficiale nordista protagonista del film viene spedito nell’avamposto più remoto del West. Qui, nella solitudine, imparerà a conoscere l’approccio alla vita di una tribù Sioux Lakota finendo per diventarne parte. Nella locandina, dietro al suo volto, c’è infatti quello del saggio sciamano della tribù, Uccello Scalciante, suo alter ego con cui John stringe amicizia.

La locandina di Renato Casaro racchiude dunque in un’immagine l’essenza di questo anomalo western: che è quella dell’incontro – più che dello scontro – tra due culture molto diverse tra loro. Nella sua epicità, infatti, Balla coi lupi ha evitato scene di guerra e battaglia, solitamente molto care al genere. Sullo sfondo il maestro italiano ridisegna invece la scena regina del film: la caccia al bisonte, in cui il tenente John – che partecipa all’evento insieme alla tribù – salva la vita ad un giovane Sioux.

La locandina italiana di Balla coi lupi disegnata da Renato Casaro. Immagine: artovercovers.com

L’altra famosissima locandina di Balla coi lupi realizzata da Renato Casaro è quella dell’edizione italiana. Questo manifesto è ancora più evocativo in quanto ci mostra unicamente il viso del protagonista, in primo piano. Il suo volto ha l’espressione fiera con un tocco di malinconia. Ciò che ci colpisce, tuttavia, è quella mano che sembra arrivare dall’esterno del poster: è il gesto di un altro uomo che dipinge il viso dell’uomo occidentale con i colori Sioux Lakota. La cosa incredibile è che questa scena non compare nel film, ma anche in questo caso in pochi tratti ne coglie l’essenza: il processo di integrazione del tenente bianco nella tribù nativa.

Uno sfondo blu, che riprende il colore dell’uniforme unionista del tenente Dunbar, completa la locandina italiana di Balla coi lupi insieme a un disegno dal tratto fumettistico – in basso – che inquadra la pellicola nel classico genere western.

Due bozze di proposta di locandina per Balla coi lupi di Renato Casaro. Immagine casaro-renato-art.com

Il re delle locandine western (e non solo): Renato Casaro

Ma parliamo dunque dell’autore di queste straordinarie locandine: Renato Casaro. Nato nella città italiana di Treviso, si trasferì a Roma, dove a metà degli anni Cinquanta disegnò la sua prima locandina per il cinema. Da quel momento praticamente non smise mai di disegnare, realizzando centinaia di manifesti per il cinema italiano e non. Negli anni Renato Casaro divenne apprezzato in tutto il mondo. Basti pensare che ha lavorato, tra gli altri, con Ingmar Bergman, Bernardo Bertolucci, Luc Besson, Miloš Forman, François Truffaut, Sidney Lumet, Sergio Leone, Mario Monicelli e Giuseppe Tornatore.

Un vero e proprio artigiano delle locandine, Renato Casaro ha adattato e reinventato il suo stile nel corso di tutta la carriera, firmando ogni volta manifesti unici: dall’iconica locandina di Conan il Barbaro ad alcuni capitoli della saga di 007, da C’era una volta in America a Rambo.

Renato Casaro sul set del film western Lo chiamavano Trinità. Immagine: finestresullarte.info

Forse tra i motivi che hanno spinto a chiedere all’illustratore italiano di occuparsi della locandina di Balla coi lupi è il fatto che a lungo si era occupato di cinema western. E soprattutto di western non convenzionali [una recente mostra ha celebrato proprio il lavoro di Renato Casaro sui western].

Due delle più iconiche locandine western di Renato Casaro. Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone e Lo chiamavano trinità di Enzo Barboni (E.B. Clucher). Immagini: ebay.it; postermania.it

Renato Casaro aveva disegnato alcune locandine per Sergio Leone e anche per il primo esemplare di western in chiave comica: Lo chiamavano Trinità, un celebre spaghetti western per la regia di Enzo Barboni (in arte E.B.Clucher).

Ma la relazione tra Renato Casaro e il genere western non finisce qui. Nel 2019, a tirare fuori dalla meritata pensione che il maestro italiano si stava godendo in Spagna, fu Quentin Tarantino. Il cineasta americano gli chiese infatti di disegnare alcune false locandine da inserire all’interno del suo ultimo film “C’era una volta… a Hollywood” – le locandine stile anni Settanta furono usate come oggetti di scena e per la promozione del film!

La finta locandina western realizzata da Renato Casaro per C’era una volta… a Hollywood di Quentin Tarantino e utilizzata per promuovere il film a Cannes. Immagine: mubi.com

La locandina statunitense di Balla coi Lupi

In questo articolo ci siamo focalizzati principalmente sulle locandine di Balla coi Lupi disegnate da Renato Casaro. Ci è sembrato il giusto modo per onorare la carriera di uno dei più importanti disegnatori di locandine al mondo. Non possiamo però chiudere l’articolo senza mostrarvi la locandina originale di Balla coi Lupi, quella che ha accompagnato la pellicola nella sua uscita negli Stati Uniti.

Immagine: imdb.com

La locandina mostra in primo piano il viso di Kevin Costner, attore principale, ma anche regista e produttore del film. La cosa più affascinante è però lo sfondo: si vedono dei bufali che anticipano la famosa scena della caccia, l’immagine è immersa in un’atmosfera ovattata e con tonalità viola che infondono una dimensione mistica al tutto [proprio qui abbiamo parlato del potere del colore viola]!

Forse anche per questo esiste anche una rara versione di questa locandina che utilizza unicamente l’evocativa immagine di sfondo.

Una versione alternativa della locandina ufficiale di Balla coi lupi. Immagine: filmartgallery.com

Cosa ne pensate delle locandine di Balla coi lupi? E del modus operandi di Renato Casaro? Vi farete ispirare dai poster cinematografici del maestro italiano dell’illustrazione per il cinema?