Cos’è e come realizzare un brief efficace? Esempi e consigli

Cos’è e come realizzare un brief efficace? Esempi e consigli

Redazione Pubblicato il 6/1/2023

Da dove parte un progetto di comunicazione o un qualsiasi lavoro creativo? Se lo dovessimo chiedere a un’agenzia pubblicitaria, la risposta sarebbe: parte sempre da un brief.

Il brief è un ponte tra il cliente e chi deve occuparsi del suo progetto, quindi i creativi. La sua ideazione richiede molta cura, poiché un ottimo brief consente di lavorare meglio, risparmiare tempo, evitare revisioni su revisioni. Cerchiamo di capire, quindi, di cosa si tratta e come strutturarlo.

Brief: il significato

Il brief è un documento riassuntivo che raccoglie tutte le informazioni utili per conoscere nel profondo il cliente: la sua natura, la sua offerta, i suoi obiettivi. Viene utilizzato da agenzie pubblicitarie e creativi per lavorare meglio su piani di comunicazione – una campagna pubblicitaria, una brochure, un logo aziendale o una ricerca di mercato –, e per far sì che questi rispettino gli obiettivi e i desideri del cliente.

A cosa serve il brief?

Il suo scopo è fornire indicazioni chiare, precise ed esaurienti per sviluppare un piano di comunicazione coerente. Di solito viene stilato (da un account) dopo una chiacchierata conoscitiva con il cliente: il contatto telefonico è fondamentale per dare una direzione alle domande del brief, così da focalizzarsi sulle informazioni davvero importanti.

Successivamente il documento viene inviato al cliente che lo restituisce compilato. Da quel momento, brief alla mano, i creativi possono mettersi al lavoro. Proprio perché chi redige il documento (nelle agenzie, l’account) spesso non corrisponde a chi dovrà utilizzarlo per lavorare (i creativi), è importante che il brief sia preciso e che nulla venga dato per scontato.

Brief creativo: esempi e consigli

Non possiamo darvi una lista di domande da prendere, copiare e inviare al cliente, perché non esiste un modello unico di brief: il documento cambia, deve cambiare, a seconda del cliente e delle finalità del progetto. Ci sono, però, alcune informazioni generiche che sono sempre presenti, come:

  • Nome brand/azienda.
  • Indirizzo.
  • Contatti.
  • Data del brief.
  • Data consegna lavori.

Una volta inserite queste informazioni base, per raccogliere quelle più specifiche, noi vi consigliamo di concentrarvi su domande mirate e strategiche. Per capire meglio cosa intendiamo facciamo un esempio: mettiamo che il cliente vi richieda la realizzazione di un logo aziendale. Su quali aree potreste concentrare il vostro interesse per raccogliere informazioni utili?

NOME DEL BRAND

Quale nome dovrà comparire nel logo?

INFORMAZIONI SULL’AZIENDA

Come è nato il brand? Qual è la storia dell’azienda? (Queste informazioni sono importanti per cogliere l’identità del marchio e trasferirla nel logo).

COMPETITOR

Elencate almeno 3-4 stimati concorrenti (serviranno per vedere come comunicano, a livello visivo, e trovare un’immagine differenziante).

TARGET

Qual è il vostro target di riferimento? Descrivete le vostre buyer personas.

USP

Qual è la Unique Selling Proposition (USP) del brand? Perché le persone dovrebbero scegliervi? Perché il vostro prodotto/servizio è diverso da quello della concorrenza?

VALORI

Quali sono i valori in cui crede il brand e che il logo deve rappresentare?

BRAND IDENTITY

Quali sono i tratti distintivi della personalità del brand? Se fosse una persona come sarebbe? Indicate almeno 5 aggettivi.

VISUAL IDENTITY

Esistono già delle linee guida riguardo il visual del brand? Palette cromatica, font da utilizzare, ecc…

OBIETTIVI DEL LOGO

A cosa è destinato il logo? A un nuovo brand/azienda? A una nuova linea di prodotti? Dovete fare un redesign di un logo già esistente? Se sì, cosa deve comunicare il nuovo logo di diverso rispetto al precedente?

ISPIRAZIONI

Elencate 5 loghi famosi che vi piacciono e spiegate cosa vi convince di ognuno.

PUNTI DI PARTENZA

Avete già qualche idea per il vostro logo? Se sì, descrivetela.

ASPETTATIVE

Cosa vi aspettate dal nuovo logo?

Una volta che il cliente avrà restituito il brief compilato, inizierà il lavoro dei creativi. Di solito si parte con un brainstorming utile a trovare il concept creativo. A lavoro ultimato, si passa al debriefing, ossia al confronto sulle idee proposte: il cliente darà un feedback sul progetto e potrebbe richiedere delle revisioni. È proprio in questo momento che capirete non solo se le proposte sono piaciute, ma anche se il brief è riuscito a dare la giusta direzione al lavoro dei creativi. Se ha assolto, insomma, il suo compito.