#BrandVolution – Air France, la storia di un logo à la française

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Eccoci giunti al terzo appuntamento con gli articoli che indagano l’evoluzione dell’identità visiva di noti, notissimi brand. Abbiamo parlato di Versace, di Instagram e oggi tocca alla francese Air France. Qui ripercorriamo la storia del suo logo e vediamo come è cambiato nel tempo. Visto che si tratta di una storia molto lunga, che inizia nel lontano 1933, la ripercorreremo per tappe principali, che corrispondono ai più noti redesign.

Allacciate le cinture, si parte.  

L’ippocampo, il primo logo Air France

Air France nasce il 7 ottobre del 1933 dalla fusione di quattro compagnie aeree francesi. Il primo logo viene ereditato da uno dei genitori, Air Orient. È un ippocampo alato, una creatura mitologica con il corpo di cavallo e la coda di pesce. Per il personale di bordo è “il gamberetto”, così come viene affettuosamente soprannominato. Il glifo di colore blu è estremamente dettagliato ed è accompagnato dal nome della compagnia, che usa un font leggero e sobrio (lo vedrete nel video che vi suggeriamo tra poco).

Nel complesso, si tratta di un logo molto iconico ed elegante, sicuramente unico. Il marchio si rivolge infatti a tutti coloro che scelgono una vera e propria esperienza di viaggio e non un servizio di trasporto qualunque, interpreta con una punta di romanticismo “l’arte di viaggiare alla francese” coccolati da servizi di alta qualità.

1976, compare la banda tricolore

Cosa accade nel 1976? La dimensione del glifo, rispetto al lettering, si riduce notevolmente. Nel logo compare anche una banda tricolore che rimanda, oltre alla bandiera francese, alle ali dell’ippocampo e alla coda di un aereo.

Questo logo rimane più o meno inalterato fino al famoso rebranding del 2009.

2009, il logo progettato da Brandimage

Ora atterriamo nel 2009 e vediamo i risultati del rebranding firmato dall’agenzia Brandimage. Cosa salta all’occhio guardando il nuovo logo?

Il nome della compagnia utilizza un carattere tipografico molto leggero, è scomparsa la banda tricolore e al suo posto c’è un singolo accento rosso brillante che si aggiunge al blu navy, il colore della tradizione. Il logo, molto più sintetico e contemporaneo, si apre a un mercato globale. Siamo infatti poco dopo il momento della fusione Air France-KLM (avvenuta nel 2003), quindi all’apertura a un pubblico internazionale. Come afferma François Brousse, direttore della comunicazione di Air France:

“Questa nuova identità, che è allo stesso tempo elegante e contemporanea, rappresenta i cambiamenti fondamentali che Air France ha visto negli ultimi anni. Grazie alla coerenza tra il vecchio e il nuovo logo, possiamo garantire una transizione graduale per i nostri passeggeri”.

E che fine ha fatto l’ippocampo? Non si è estinto, si è solo semplificato.

Qui potete godervi un video che ripercorre la storia del logo dalle origini al punto in cui siamo arrivati, il 2009.

2019, la campagna We Are Air France

Voliamo nel 2019 e arriviamo a oggi, all’ultima campagna lanciata dalla compagnia: “We Are Air France”. La voce narrante è quella del pilota e astronauta Thomas Pesquet.

Nel video vediamo piloti, steward, hostess, meccanici, ingegneri e tutto il personale della compagnia al lavoro. Nonostante le apparenze, però, il video parla molto poco dei servizi offerti da Air France, il vero protagonista è, a ben vedere, il senso di meraviglia che accompagna la scoperta dei cieli. Qui c’è la tradizione della Francia, il Paese che ha creato l’aviazione, e c’è il futuro, la tecnologia e le grandi imprese spaziali – non è un caso che la voce narrante sia quella di un pilota e astronauta. Riguardatelo e concentratevi sulle singole inquadrature: ci sono tantissime riprese dall’aereo e, più precisamente, dalla cabina di pilotaggio.

Cosa sta cercando di fare Air France con questo video? Farci sognare, forse, con quella tendenza spiccatamente francese al romanticismo. Insomma: “France is in the air”.

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