Adobe Creative Cloud: software che danno forma all’immaginazione

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Ogni creativo ha bisogno di strumenti adatti per poter sviluppare le proprie idee: all’inizio era una scheggia di carbone, poi è diventato un bastoncino di grafite e secoli più tardi, tutti i creativi stanno seduti davanti ai loro computer per sviluppare le loro idee.

E per farlo utilizzano dei software: alcuni di questi, meglio di altri, riescono a trasformare quelle idee in progetti fantastici e innovativi.

In particolare, negli ultimi anni, nessun creativo può fare a meno dei software sviluppati da Adobe per progettare e realizzare grafica e immagini.

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In questo articolo andremo alla scoperta di alcune caratteristiche e curiosità legate ai software Adobe, soprattutto in base al tipo di lavoro creativo che dobbiamo affrontare.

E l’articolo sarà punteggiato di “ahimè” e “purtroppo” dato che i software sembrano essere utilizzati troppo spesso nel modo sbagliato.

PHOTOSHOP: IL SOFTWARE PRINCIPE DEL FOTORITOCCO

Ormai Photoshop è considerato nel senso comune, anche da chi non ha dimestichezza di grafica o di fotografia, il programma con cui fare elaborazioni digitali incredibili, tanto da poter rendere “falsificare” o manipolare qualsiasi immagine, al punto che si considerano “fotoscioppate” belle immagini che non lo sono e che sono invece frutto di perizia e professionalità da parte di un fotografo, oppure si considerano reali immagini “fotoscioppate”.

Non è un caso che stia usando il termine “fotoscioppare”, dato che nella lingua italiana almeno l’Istituto Treccani lo ha acquisito tra le sue voci e, mentre l’Accademia della Crusca ancora resiste all’avanzata di tali anglicismi, in strada e negli uffici il termine è ormai usatissimo.

Purtroppo molti grafici, soprattutto autodidatti, ancora usano soltanto Photoshop per realizzare i loro elaborati e al tempo stesso anche i committenti credono che tutto si possa realizzare con un comando di Photoshop.

Un po’ di verità c’è in questa convinzione: Photoshop è il programma di grafica più longevo che ci sia in circolazione: ha quasi 30 anni di storia ed è in grado di risolvere tantissimi problemi grafici e fotografici e di farlo in modo quasi personalizzato, a seconda dell’approccio e del metodo che si usa utilizza.
In ogni caso le possibilità offerte dai software di grafica sono troppo vaste per poter essere ignorate: vediamo qualche consiglio per usare Photoshop al meglio.

L’evoluzione di Photoshop dal 1990 ad oggi
L’evoluzione di Photoshop dal 1990 ad oggi

Photoshop è sempre stato il degno assistente dei fotografi: ritocco dei colori, pulizia da imperfezioni, effetti e filtri sono da sempre ottimi alleati di ogni studio fotografico.

Il vero asso nella manica di Photoshop è sempre stato il famigerato strumento “Timbro Clone” (Rubber Stamp nella versione originale): l’idea di poter rimuovere un qualsiasi elemento di una fotografia con pochi click è stata una rivoluzione che, come già anticipato, ha diffuso che la manipolazione fotografica potesse essere onnipotente (e onnipresente), dando vita anche a famosi e grossolani errori.

Ritocco Fotoshop
Il famosissimo ritocco grossolano per “snellire” le forme già magre di Demi Moore (dare un’occhiata al pezzo di gamba sinistra che crea uno strano scalino! sopra alla R…). Fonte Google Images

In realtà la maggior parte dei fotografi professionisti degli ultimi anni utilizzano Lightroom, mentre Photoshop viene utilizzato tantissimo dai creatori di immagini. Lightroom è uno strumento per migliorare la realtà di una fotografia, Photoshop un magico strumento (non per niente tra i suoi strumenti c’è una bacchetta magica!) per dare vita all’immaginazione, grazie a fotoritocchi, collage e pittura digitale, riuscendo a rendere reali e credibili le più improbabili e assurde visioni surrealiste.

Immagini tratte dal blog Adobe https://create.adobe.com/
Immagini tratte dal blog Adobe https://create.adobe.com/
Immagini tratte dal blog Adobe https://create.adobe.com/
Immagini tratte dal blog Adobe https://create.adobe.com/

ILLUSTRAZIONE

Molti illustratori sono ormai passati al digitale, se non completamente almeno in parte. Alcuni, come Yuko Shimizu, utilizzano Photoshop per colorare dei disegni preparati in modo manuale (in questo caso con china e pennelli).

Work in progress di una illustrazione di Yuko Shimizu, fonte http://yukoart.com

In altri casi viene utilizzato come strumento di pittura per realizzare illustrazioni o dipinti fotorealistici.

Immagini tratte dal blog Adobe https://create.adobe.com/
Immagini tratte dal blog Adobe https://create.adobe.com/

Sul web si trovano gallerie di immagini fantastiche a cui ispirarsi che possono creare però un effetto frustrante in chi le guarda, cioè di non essere capace di fare niente di simile.

Meglio è concentrarsi su uno degli aspetti più importanti del pacchetto Adobe, ovvero l’integrazione tra i vari software.

ILLUSTRATOR E INDESIGN: IL TANDEM DI SOFTWARE PER LA GRAFICA

Fare grafica significa gestire e organizzare contenuti di vario tipo in base al progetto e alle sue applicazioni: testi, immagini (fotografie o illustrazioni), segni, simboli e altri elementi.

Ci vuole un software molto versatile per fare queste cose.

In genere si utilizza InDesign quando si ha a che fare con libri e documenti con tante pagine, mentre si utilizza Illustrator per documenti ad una pagina (come poster, locandine, flyer) e documenti con poche pagine (ad esempio per un pieghevole). Se però facessimo un viaggio ipotetico negli studi di tanti grafici diversi scopriremmo che ognuno di loro tende a preferire un software piuttosto che l’altro aldilà dei progetti che deve realizzare.

Ci sono persone che – ahimè! – impaginano libri con Illustrator e altri che – ahimè! – provano a creare immagini con Indesign.

Quindi una buona regola è:

  • tante pagine=InDesign
  • poche pagine=Illustrator

Illustrator poi è considerato un po’ uno spauracchio per i grafici autodidatti o di lungo corso: “è difficile da usare”, “prima o poi devo impararlo”, “non ho mai capito a cosa serva”.
Eppure è uno strumento fantastico, usato da illustratori, graphic designer, progettisti di vario tipo come gli industrial designer. Permette di disegnare attraverso una tavoletta grafica e di realizzare bozzetti e sketch.
Per un grafico di lungo corso è probabilmente normale creare dei bozzetti con carta e matita. Bene, possiamo scannerizzare (o fotografare con un buon smartphone o iPhone) quel bozzetto e poi importarlo in Illustrator. A quel punto basterà utilizzare lo strumento … per trasformare quel bozzetto in un disegno vettoriale: possiamo quindi rielaborarlo, colorarlo o prepararlo per inserirlo in una presentazione.

Un’altra cosa che non molti sanno è che Illustrator è un ottimo editor di file PDF (sempre che siano realizzati in vettoriale).

Ancora più sconosciuto a volte sembra essere InDesign: a meno che di non aver studiato in una scuola di grafica o di non aver lavorato nel comparto editoriale, molti grafici ignorano il software più accurato per realizzare libri e per creare esecutivi affidabili per quanto riguarda misure e colori.
Una funzione che non molti conoscono, ma che viene molto usata in tipografia è il controllo Pre-Flight, ovvero i controlli da fare prima del volo che in questo caso è l’invio in stampa di un esecutivo.

Altre funzioni spesso ignorate sono quelle specifiche editoriali: ad esempio dizionari e indice.

L’UNIONE FA LA FORZA: L’INTEGRAZIONE DEI SOFTWARE ADOBE

Qualunque lavoro creativo voi facciate, sapete di poter trovare nel pacchetto Adobe un alleato prezioso e affidabile per realizzare qualsiasi progetto vi venga in mente.

Il pacchetto è fatto di vari programmi e la loro forza sta nella perfetta integrazione: sta al creativo trovare il metodo più vicino al proprio approccio di lavoro.
Ad esempio, realizzare un’immagine in Photoshop o in Illustrator e poi integrarla in un progetto grafico di Indesign o di Dreamweaver, creare un modello 3D con Dimension.

In fondo l’unione fa la forza!

Immagine tratta dal blog Adobe https://create.adobe.com/

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