#throwbackthursday

 

CE L’HO / MANCA:
LA STORIA DELLE FIGURINE

Per molti di noi, le figurine sono un richiamo all’infanzia, agli album perennemente incompleti e alle immancabili sessioni di scambi e “ce l’ho / manca” durante la ricreazione. È con questo spirito che vi presentiamo #ThrowBackThursday, uno sguardo all’indietro per scoprire qualcosa di nuovo su alcuni dei nostri prodotti preferiti. Oggi parliamo degli sticker e, più precisamente, di figurine, un prodotto nato come strumento di marketing e solo in un secondo momento diventato un oggetto da collezione. Guardiamo alla loro origine, al “caso” Liebig nonché alle edizioni Panini, legate indissolubilmente alla storia delle figurine.

LA NASCITA E LA DIFFUSIONE

Le prime figurine nacquero in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, ma si diffusero rapidamente nel resto dell’Europa e negli Stati Uniti grazie al fertile incontro tra la stampa cromolitografica e le esigenze pubblicitarie create dalla rivoluzione industriale.

Per molti aspetti diverse da quelle attuali, le figurine ottocentesche consistevano in piccole stampe a colori recanti un messaggio pubblicitario che negozi e grandi magazzini distribuivano ai loro clienti per invogliarli a tornare. Visto il successo della formula, le varie litografie iniziarono a stampare immagini ad hoc, inserendo dettagli che alludessero all’attività del negoziante o cartigli e spazi bianchi dove inserire il nome del negozio.
Tra le ditte che scelsero le figurine come mezzo pubblicitario, sono certamente da annoverare le aziende produttrici di cioccolato, fra cui Sprüngli, Stollwerck, Nestlé e Suchard.

Stampa con noi i tuoi adesivi

Diversi formati per ogni tipo di progetto!

Quasi sempre anonime, a volte è possibile risalire all’autore delle illustrazioni: questo è il caso delle figurine realizzate per l’alcool di menta Ricqlès dal francese René Préjelan.

Per le calde giornate d'estate, 1900-04
Su disegni di René Préjelan (1877-1968)
Lit. R. Engelmann, Parigi
Pubblicità Alcool di menta Ricqlès, Parigi-Lione
Dalla serie di 12 figurine Scene con l’alcool di menta Ricqlès
Courtesy Museo della Figurina
Alla stazione dei treni, s.d.
Pubblicità Sprüngli, Zurigo
Dalla serie di 8 figurine Cartelloni pubblicitari
Courtesy Museo della Figurina

LA LIEBIG

Senza dubbio la storia delle figurine non sarebbe stata la stessa senza l’apporto essenziale dell’azienda che più di ogni altra ha legato il proprio nome ai cartoncini stampati: la Liebig, produttrice del famosissimo – almeno all’epoca - estratto di carne.

In un primo momento essa si servì di cromolitografie già in commercio, poi le fece modificare a seconda delle proprie esigenze (prassi molto comune all’epoca, di cui la sostituzione della torta con il riconoscibilissimo vasetto di estratto di carne è un esempio emblematico), e infine le fece disegnare in esclusiva per i propri clienti. In molti casi si avvaleva di artisti celebri ai quali vietava di firmare le proprie opere.

La ditta non produsse solo figurine, ma un’enorme quantità di gadget e di oggetti stampati, quali menù, segnaposti, sottobicchieri, calendari e molto altro.
Eppure, furono proprio le figurine, distribuite inizialmente in maniera saltuaria, a divenire il principale veicolo pubblicitario della Liebig: si calcola che tra il 1874 circa e il 1975, furono pubblicate 1871 serie iconografiche in diverse lingue. Solo fra il 1890 e il 1910 circa, periodo d’oro delle figurine Liebig, furono emesse 755 serie, stampate in 45 milioni di copie, per un totale di oltre 250 milioni di figurine sciolte.

Dichiarazione d'amore, 1878-83
Lit. D. Hutinet, Parigi
Figurina generica e variante pubblicitaria della ditta Liebig
Da una serie di 10 figurine
Courtesy Museo della Figurina
Dichiarazione d'amore, 1878-83
Lit. D. Hutinet, Parigi
Figurina generica e variante pubblicitaria della ditta Liebig
Da una serie di 10 figurine
Courtesy Museo della Figurina
Felicità, 1902
Lit. König & Ebhardt, Hannover
Pubblicità Liebig, Londra
Dalla serie di 6 figurine I simboli dei fiori
Courtesy Museo della Figurina

LA FIGURINA MODERNA

L’Italia esce dalla Seconda Guerra Mondiale sofferente, sconfitta e divisa. È lo sport a fungere da collante: le imprese straordinarie di Coppi e Bartali nel ciclismo, la leggendaria avventura del Grande Torino nel calcio restituiscono agli italiani l’entusiasmo e la voglia di sognare, dando loro nuovi simboli nei quali riconoscersi.

La figurina moderna affonda le sue radici in questo clima, affrancandosi progressivamente dal suo ruolo pubblicitario. Ancora una volta, è lo sport a dare slancio alle iniziative di piccole ma vivacissime case editrici che, sfoderando creatività e sperimentando nuove formule, conducono la figurina, in pochi anni, al rango di filone editoriale a sé stante.

Stampa con noi i tuoi adesivi

Diversi formati per ogni tipo di progetto!

All’inizio della stagione calcistica 1961-62, comincia la creazione della prima collezione di figurine a marchio Panini, intitolata “Calciatori”. Realizzato in modo artigianale, quest’album già contiene gli ingredienti che ne faranno un fenomeno editoriale negli anni successivi: nascono così le Edizioni Panini, le cui collezioni di punta sono sicuramente quelle dedicate al calcio e allo sport. Altri editori creano invece albi che vedono come protagonisti i personaggi degli anime più in voga, come ad esempio Mazinga Z.

Mazinga Z, 1980
Ed. FIMER, Milano
Album per la raccolta di 336 figurine
Courtesy Museo della Figurina

Durante la fase pionieristica, ogni squadra di serie A era rappresentata da solo 14 giocatori, spesso con la coloritura a mano su immagini tratte da foto in bianco e nero. La serie B comparve nel 1963-64, mentre nel 1967-68 apparvero gli scudetti delle squadre di serie C. In quella stagione gli scudetti furono laminati in argento e autoadesivi.

Dal campionato del 1971-72 in poi, tutte le figurine divennero autoadesive, facendo completamente dimenticare quel valore ‘tattile’ che sembra essere stato uno dei piaceri dei collezionisti, ma aprendo la strada a un prodotto che sarebbe diventato altrettanto iconico: gli sticker adesivi.

Le grandi raccolte per la gioventù. Calciatori 1971-72, gennaio 1972 (anno VIII, n.1)
Edizioni Panini, Modena
Copertina e pagina dall'album per la raccolta di 595 figurine
Courtesy Museo della Figurina

The Fabulous Pixartprinting Time Machine è un progetto editoriale in tre puntate realizzato da Pixartprinting. Vogliamo parlare dei nostri prodotti da un nuovo punto di vista: in questa seconda puntata abbiamo collaborato con il Museo della Figurina di Modena da cui provengono tutte le immagini presenti nella pagina tratte dal loro ricco archivio.

License: Creative Commons Attribution No Derivatives 4.0

Scopri tutti i nostri prodotti adesivi

Scegli la soluzione più adatta al tuo progetto!